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Convincente, ancora una volta. Gigi Buffon contro il Milan è stato uno dei migliori in campo, ha dimostrato di essere da Juve, a 42 anni come la prima volta. Un valore aggiunto, è il motivo per il quale Agnelli ha scelto di riabbracciarlo e Sarri di affidargli, per l'11esima volta in stagione, la difesa della porta bianconera. Quando la scorsa estate ha deciso di dire no alla proposta di rinnovo del Paris Saint-Germain e di tornare a Torino, il portiere campione del mondo nel 2006 sapeva che avrebbe fatto panchina a ​Szczesny, che sarebbe stata una seconda scelta. Era consapevole che avrebbe giocato poco e che, quando chiamato in causa, avrebbe dovuto dare il massimo, dimostrare di essere ancora affidabile. Di essere ancora da Juve.

SENZA FRETTA - Il suo passato, così come presente e futuro ruotano intorno a questo. Essere all'altezza della Juve e dei suoi obiettivi, questo per Buffon è l'imperativo. Per questo motivo, in accordo con il club, ha deciso di rimandare la decisione sulla prossima stagione a fine marzo/aprile. Rinnoverà, solo se ci saranno le condizioni, come aveva già anticipato a fine gennaio: "​Guardo come arrivo a marzo-aprile, se non ci sarà un crollo verticale, io sono pronto a aperto a tutte le idee. Quella più importante è rimanere coerente con quello che sto facendo e come mi fa sentire. Se quello che sto facendo è ancora di livello alto, come lo reputo ancora adesso”.
LA JUVE ASPETTA - Una posizione confermata anche giovedì da Sarri: "​Conoscendo il rapporto che lega Buffon e la Juve, credo che molto dipenderà dalla sua decisione. Ha ancora entusiasmo e continuità, sta giocando sempre a buoni livelli. La scelta sarà soltanto sua". Sua, solo sua. Buffon sa che se non ci saranno le condizioni non andrà avanti. Non farà mai questo torto alla Juve. Insomma, si tratta solo di aspettare. Lo faranno i tifosi, lo farà Paratici. Che cercherà un nuovo numero 12 solo se Buffon farà un passo indietro.