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Quella di Maradona e Pelé è la storia di due re e di un solo scettro, lo scettro del miglior calciatore di tutti i tempi. Il dibattito è aperto e si può discutere all'infinito, ma qui indaghiamo i rapporti personali e pubblici tra i due semidei della storia del calcio, partendo dall'ultimo tenero e sincero messaggio con cui Pelé - a una settimana di distanza dalla morte - ha omaggiato Diego. Leggiamolo: «Sono già passati sette giorni da quando sei partito. Molta gente amava paragonarci, è stato così per una vita. Tu sei stato un genio che ha incantato il mondo, un mago con il pallone tra i piedi. Una vera leggenda. Ma prima di tutto, per me, tu sarai sempre un grande amico, con un cuore ancora più grande». Ci sono molte verità in questo messaggio, c’è una legittima omissione - Pelé non dice che Maradona è stato il migliore - e c’è anche una piccola bugia. Pelé e Maradona non sono mai stati amici. O meglio: si sono ricongiunti solo pochi anni fa, quando il veleno e il livore degli anni passati hanno giustamente fatto posto all’affetto. «Grazie per il viaggio insieme. Lassù, giocheremo nella stessa squadra», ha postato Pelé nel giorno dell'addio a Maradona.

Si può dire tranquillamente una cosa: Diego e Pelé se ne sono detti di tutti i colori, non risparmiandosi davvero nulla nel corso degli anni. Non si sono mai incrociati, anche se in un anno - il 1977 - hanno uno iniziato (El Pibe) e l'altro finito (O Rei) la propria carriera. C'eravamo tanto odiati, certo; anche se il Tempo addolcisce tutto ed è giusto così. Maradona è sempre stato polemico nei confronti di Pelé, lo ha sempre considerato funzionale al potere (mentre lui, El Pibe de Oro, si riservava la parte del rivoluzionario che combatte il Sistema) e - nei momenti più bassi - ha messo in dubbio la sua virilità, spargendo veleno e sbattendogli in faccia una presunta omosessualità. Nel marzo del 2009 la polemica fece il giro del mondo. Pelé disse che Maradona era un brutto esempio per i giovani. E Maradona rispose da par suo. «Che volete che vi dica, Pelé ha perso la verginità con un uomo…». Qualche anno prima Pelé aveva accusato Maradona di essere un tossicodipendente, un uomo dalla dubbia moralità; mentre lui - O Rei - era stato modello di vita sana e disciplinata. Pelé all'epoca disse che i trofei che aveva vinto Maradona non erano legittimi, «perché li ha vinti da drogato».
Troppo diversi, troppo distanti. Per cultura, radici, formazione, idea di vita, ambizioni. E poi: uno brasiliano, l'altro argentino. La foto che li ritrae insieme a suonare la chitarra e che circola in Rete in queste ore risale alla fine degli anni ’70, quando Maradona non era ancora Maradona (giocava nell’Argentinos Juniors) e Pelé era il re incontrastato del mondo del pallone e non sentiva ancora il fiato sul collo di Diego. Poi tutto è cambiato. Pelé derise pubblicamente il Maradona ct a Sudafrica 2010, con El Pibe che replicò da par suo. Il ricongiungimento - naturale e quasi istintivo con il passare degli anni - è arrivato nel dicembre del 2017, nei giorni del sorteggio al Mondiale russo dell'anno successivo. Pelé comparve debilitato, costretto su una carrozzina. Il tenerissimo bacio con cui Maradona lo accolse sul palco, un bacio schioccato sulla fronte che colse tutti di sorpresa, e il successivo messaggio d’auguri postato sui social suonarono per i rispettivi popoli di fedeli e per gli appassionati di calcio come un segnale distensivo, una tregua dopo decenni di veleni, un gesto affettuoso per riporre la spada nel fodero e riconciliarsi. Non era amicizia, ma stima, quella sì sincera. Avevano capito entrambi che si può essere grandi senza sminuire l'altro, ma accettandone la diversità. Maradona e Pelé sono due eccezioni, e non fanno una regola.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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