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Diego Lopez ha deciso: non giocherà più a calcio. Una scelta sofferta, perchè per un calciatore è dura staccare dal campo, dopo tanti anni. Ma dopo averci pensato su, il difensore uruguayano è convinto di aver preso la decisione giusta. "Pensavo di finire la mia carriera in Uruguay, mi avevano contattato Penarol e RIver Plate Montevideo, la squadra dove avevo iniziato. Col tempo però ho capito che Cagliari è la mia casa, mi sento cagliaritano e i miei figli sono cagliaritani, non volevano venire via. Sono contento della mia decisione. Quindi sono orgoglioso di terminare la mia parabola agonistica qui, dopo dodici anni di militanza".

Scorrono i titoli di coda, è il momento dei saluti e dei ringraziamenti. "A tutta la Società, dal Presidente sino ai magazzinieri; ai tifosi che mi hanno sostenuto sia nei momenti belli che in quelli brutti. Se devo scegliere il momento più bello, senz'altro la promozione in Serie A e la salvezza con Ballardini; quello più brutto a Cosenza, sotto la neve. Venni espulso e dopo quella giornata, il Cagliari sarebbe retrocesso in Serie C".

Gli mancheranno gli ex compagni, anzi gli amici. "In modo particolare Agostini, Conti e Cossu. Li ringrazio per le loro parole. Ma sapevo già quanto mi vogliono bene. Sono già passato nello spogliatoio a salutare tutti". Gli eredi sono in casa. "Canini e Astori: faranno bene. Mi fa piacere che Astori sia stato convocato in Nazionale".

Domani Diego sarà a Barisardo per sostenere la prima giornata di corso di allenatore di base. L'intenzione è che un giorno possa rientrare nella Società rossoblu nelle vesti di tecnico. Evidentemente il suo futuro sarà li, in panchina. "Ho voglia di iniziare questa nuova vita".