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Una vittoria e tre pareggi, miglior difesa del campionato con una sola rete subita, insieme ai campioni d'Italia il Cagliari è la squadra che non ha ancora conosciuto la sconfitta. La classifica vede alle spalle dei rossoblù squadre come il Milan, la Juventus, la Roma. Certo, siamo solo all’'inizio, ma è un bilancio più che positivo per Pierpaolo Bisoli al suo primo anno in serie A. E l'allenatore di Porretta Terme, al termine della gara contro la Sampdoria, non nasconde la sua soddisfazione, invitando però a restare con i piedi per terra chi comincia a fare voli pindarici.

Allo stesso tempo, Bisoli difende la squadra e il suo operato da coloro che hanno storto il naso per i troppi pareggi a reti inviolate. D'altronde non è una novità che il tecnico emiliano ritenga fondamentale la fase difensiva. E fino ad ora il campo gli ha dato ragione. Agazzi si sta rivelando un portiere con delle ottime qualità. Canini e Astori, i due giovani centrali, giocano con la sicurezza di due veterani; ne sanno qualcosa i vari Borriello, Pazzini, Maccarone e Barreto. Ai loro lati il dinamismo di Pisano e l'esperienza di Agostini completano il quadro.

Non condividiamo quindi le critiche che già sottovoce cominciano a circolare; qualcuno addirittura ha pronunciato la parola 'catenaccio'. Non esageriamo. Ricordiamoci che l'attacco rossoblù ha rifilato cinque reti alla Roma, mica una squadretta qualsiasi. E poi se rileggiamo la formazione inizialmente scesa in campo contro la Samp (Acquafresca, Nenè, Ragatzu e Cossu schierati insieme) credo non ci siano dubbi sulle intenzioni di Bisoli.

In campo poi le cose sono andate diversamente, ma non si può mettere in discussione il fatto che il Cagliari, pur non effettuando conclusioni verso la porta di Curci (a parte il colpo di testa di Acquafresca al 41' e  la punizione di Nenè all'88'), abbia provato sino alla fine a vincere la partita. La teoria dei piccoli passi abbracciata dal tecnico e condivisa dal presidente Cellino ('Un grande campionato si costruisce piano piano' ha dichiarato al quotidiano L'Unione Sarda) sicuramente verrà rivalutata a fine torneo anche dai più scettici. Come si suol dire: il cavallo vincente si vede fine corsa.