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  • Cagliarimania:| Arrivederci, Bisoli...

    Cagliarimania:| Arrivederci, Bisoli...

    • Marco Matta

    'Bisoli è tornato: diamogli il benvenuto'. Questo è lo slogan con il quale la società rossoblù ha voluto reclamizzare l'estate scorsa l'ingaggio dell'ex tecnico del Cesena alla guida del Cagliari. Sono passati solo quattro mesi e il benvenuto si è trasformato in benservito. Napoli e Genoa, le due partite casalinghe che avrebbero dovuto rappresentare il trampolino di lancio per superare definitivamente il periodo buio, si sono al contrario rivelate letali per Pierpaolo Bisoli.

    Intendiamoci, non sono stati Lavezzi e Ranocchia i giustizieri del tecnico emiliano. Indubbiamente i loro gol hanno contribuito a scoperchiare una pentola all'interno della quale ribollivano malumori, tensioni, incomprensioni mai sopite tra l'allenatore e parte della squadra. Una frattura, se così si può chiamare, che si è palesata soprattutto domenica scorsa, con i giocatori che facevano fatica a seguire i dettami del tecnico. E non dimentichiamo i vari casi che hanno minato la tranquillità del gruppo in questi mesi: quelli ancora aperti (Marchetti) e quelli, almeno ufficialmente chiusi (Lazzari, Conti e Agostini).

    Anche il malumore latente da parte della tifoseria è diventato esplicito. Al termine della gara con il Napoli una decina di tifosi ha contestato fuori dei cancelli del Sant'Elia. E durante la partita contro il Genoa dalla curva gli ultras invitavano i giocatori ad andare a lavorare e a tirare fuori gli attributi, mentre dalla tribuna il bersaglio principale era proprio l'allenatore, sollecitato a togliere il disturbo. Il clima diventato ormai troppo teso e la classifica non esaltante hanno dunque indotto il presidente Cellino a prendere, a malincuore, la decisione di esonerare il ventiduesimo allenatore da quando nel 1992 ha preso le redini della società.  Una decisione sicuramente sofferta e, ripetiamo, presa a malincuore.

    Cellino ha fortemente voluto Bisoli, ha condiviso con lui un progetto tecnico, lo ha difeso sino all'ultimo. Ma, come si legge nel comunicato ufficiale della società 'troppo spesso nel calcio si è figli dei risultati e molte volte si è costretti ad assumere decisioni che contrastano con i sentimenti ed i rapporti umani'. Non sembra un addio ma un arrivederci. Ma l'immediato futuro si chiama Roberto Donadoni, al quale spetterà il compito non facile di ridare entusiasmo all'ambiente. E per far questo la migliore medicina, si sa, è vincere. Bisoli lascia in eredità a Donadoni una squadra con un'ottima impostazione difensiva. Ora occorre dare concretezza alla fase offensiva.

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