Il momento è questo. La ruota gira, è vero, ma al Cagliari da un po' di tempo a questa parte sta mostrando sempre la stessa faccia. Niente alibi, ma è innegabile che la fortuna abbia voltato le spalle ai rossoblù, in quella che possiamo definire la prima vera crisi stagionale. A San Siro l'ennesimo capitombolo, un secco 3-0 che ha fatto sprofondare la banda di Maran a ridosso della zona rossa: ora i punti di vantaggio sul terzultimo posto sono appena tre. E con 15 partite ancora da giocare, la situazione non è certo delle più tranquille, anzi. Anche perché i rossoblù nelle ultime 13 giornate hanno vinto soltanto una volta (l'1-0 contro il Genoa del 26 dicembre). Da allora, tra alcune buone prestazioni e altre da dimenticare, quattro sconfitte e un pareggio. I numeri - come accade quasi sempre - non mentono e disegnano un quadro piuttosto eloquente del momento di difficoltà che il Cagliari sta attraversando.

A Milano, ancora una volta, i rossoblù si sono resi protagonisti di una partenza shock. Per l'ennesima volta l'approccio al match è stato timido e incolore, per usare un eufemismo. Il Cagliari purtroppo - e la disfatta di San Siro ha fornito ulteriori conferme in questo senso - evidenzia un difetto di concentrazione nel cominciare le partite e spesso subisce precocemente il vantaggio avversario. Anche in questo caso i numeri ci danno un quadro ben preciso della situazione: i rossoblù hanno incassato 12 gol su 34 totali nei primi 30 minuti delle gare, e ben 9 nei primi 15. E partire costantemente con l'handicap di 1-2 gol subiti ad inizio partita, è un fardello troppo pesante per una squadra che vuole allontanarsi dalle zone pericolose di bassa classifica.

Ma c'è un altro dato che fotografa perfettamente il momento no dei sardi: i gol fatti. 19 reti realizzate in 23 gare, uno dei peggiori attacchi del campionato italiano (solo Frosinone, Udinese e Bologna hanno fatto peggio). Zero, invece, quelli realizzati nelle ultime tre giornate. Numeri che certificano le enormi difficoltà dei rossoblù nel far male alle difese avversarie. Ma non è tutto: ben 4 degli ultimi 7 gol realizzati dal Cagliari sono stati siglati da giocatori che hanno lasciato la Sardegna: Marco Sau e Diego Farias. Reti pesanti, per giunta, come quelle contro Frosinone, Roma, Genoa ed Empoli, coincidenti - guardacaso - con le ultime partite nella quale il Cagliari ha racimolato punti. Insomma, quando le cose andavano raddrizzate, Sau e Farias ci hanno messo lo zampino. Allora una domanda sorge spontanea: perché sono stati ceduti nel mercato di gennaio? Difficile trovare una risposta logica. Per ora, dati alla mano, è stato un errore colossale lasciarli partire entrambi a stagione in corso, proprio nel momento di massima difficoltà della squadra sarda. La speranza è che la doppia cessione non si trasformi in un grosso rimpianto. Anche perché adesso non c'è tempo per piangersi addosso: è arrivata l'ora di voltare pagina, il Cagliari deve ritrovare quanto prima la giusta strada verso la salvezza per evitare brutte sorprese.