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  • Cagliarimania:| El Kabir, la scommessa

    Cagliarimania:| El Kabir, la scommessa

    Dopo aver intravisto il talento di Pablo Ceppelini, i tifosi rossoblù sono impazienti di vedere all'opera l'altro colpo di mercato di Cellino, che potrebbe far coppia con il trequartista uruguaiano nel nuovo Cagliari che sta prendendo forma. Parliamo di Moestafa El Kabir, attaccante marocchino di passaporto olandese, prelevato lo scorso aprile dal Mjälby, squadra che milita nell'Allsvenskan, la serie A svedese. Nella sua attuale squadra, El Kabir ha già segnato cinque reti in nove partite disputate, mentre l'anno passato terminò il campionato a quota dieci. Un buon biglietto da visita, non c'è che dire. Anche i video disponibili sul web lasciano ben sperare: il giovane attaccante (ventitré anni ad ottobre) mette in mostra un'ottima tecnica, senso del gol, velocità e capacità di aggredire gli spazi. Qualità che in Svezia gli hanno valso l'appellativo di 'New Zlatan', dove Zlatan sta ovviamente per Ibrahimovic.

    Non vogliamo pronunciarci in merito, ma incrociamo le dita nella speranza che abbia miglior fortuna di Larrivey, a suo tempo paragonato a Gabriel Batistuta (e sappiamo poi come è andata a finire…). Senza scomodare il campione svedese, a noi basterebbe che avesse la stessa capacità realizzativa di Alessandro Matri. Non c'è dubbio infatti che la partenza di Matri abbia privato Donadoni di un uomo da dieci-quindici gol a stagione. E il successivo infortunio di Nenè non ha fatto altro che mettere in risalto le difficoltà del reparto offensivo. Il solo Acquafresca non ha saputo reggere il peso dell'attacco, mentre l'utilizzo saltuario di Ragatzu non ha dato i risultati sperati.

    La velocità e la tecnica del marocchino possono secondo noi integrarsi alla perfezione con le qualità di Robert Acquafresca (che, salvo imprevisti, dovrebbe essere riscattato dal Genoa) e dare nuova linfa all'attacco. Quindi l'acquisto di El Kabir solletica la curiosità dei tifosi, e pone Donadoni nelle condizioni di avere una valida pedina per il suo scacchiere offensivo. Una possibile incognita può però riguardare i limiti caratteriali del giovane Moestafa; pare infatti che in questo caso il paragone con Ibra sia calzante. Se così fosse, avrà modo di maturare sotto la sapiente guida di Donadoni.

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