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    Cagliarimania: God save the… Cagliari. In attesa della Reggina arriva un terremoto societario. E ora sulla graticola ci finisce anche Fabio Liverani

    Cagliarimania: God save the… Cagliari. In attesa della Reggina arriva un terremoto societario. E ora sulla graticola ci finisce anche Fabio Liverani

    • Antonio Cinus
    Nell’ultima settimana in casa Cagliari Calcio è accaduto veramente di tutto. Nel posticipo del lunedì i sardi non sono riusciti a portare a casa nemmeno un punto dalla trasferta di Ascoli, precipitando fuori dalla zona playoff e a -7 dal duo di testa formato da Frosinone e Genoa. Una sola vittoria nelle ultime cinque gare, con quattro sconfitte nelle prime dieci di campionato. Un bottino magro e non da squadra che vuole tornare già al primo anno nella massima serie. Certo, non un cammino compromesso, ma non è questo il momento di guardare la parte mezza piena del bicchiere. Perché se da un lato i punti che separano i rossoblù dai playoff sono soltanto 2 (7 dalla promozione diretta), i punti dalla zona playoff sono solo 5.

    A tutto questo bisogna aggiungere la fatica che il Cagliari sta facendo per riuscire a realizzare una rete. Dieci marcature in altrettante gare, con due reti solamente firmate dalle punte centrali Pavoletti e Lapadula (Luvumbo lo contiamo come esterno d’attacco). Pavoletti, colui che ha deciso di restare spalmandosi l’ingaggio ma che con l’avanzare dell’età non sta riuscendo più a sacrificarsi in fase difensiva come una volta e che davanti raramente viene ben servito. Lapadula, l’uomo della svolta, l’uomo tanto atteso dal mercato e che mai ha inciso come avrebbe dovuto incidere. 

    Senza tralasciare la difesa, “trafitta” in 11 occasioni e che mai ha lasciato trasparire sicurezza. Nelle ultime uscite ci sono stati troppi errori decisivi, come i due commessi ad Ascoli e che hanno portato i padroni di casa al trionfo. Come ciliegina sulla torta, una squadra che ancora non ha trovato la sua vera identità e non riesce ad esprimere al meglio il proprio gioco dominando dall’inizio alla fine di una gara.
    Per questi,  e tanti altri motivi, il presidente Tommaso Giulini ha deciso di agire sollevando un terremoto in caso rossoblù.

    Il primo ad averne pagato le conseguenze è stato il direttore sportivo Stefano Capozucca. Sì, colui che tra il 2015 ed il 2016 contribuì in maniera decisiva a riportare subito i sardi in Serie A e a trovare un undicesimo posto nella stagione successiva. L’ex d.s del Cagliari paga un rapporto non ottimale con Roberto Muzzi, attuale Club Manager, e l’ennesimo diverbio avuto con Liverani post sconfitta con l’Ascoli. Insomma, il presidente Giulini in questo caso ha voluto proteggere le sue scelte e continuare con il duo Liverani-Muzzi, gli uomini scelti personalmente post retrocessione. 

    E sempre a proposito di retrocessione il presidente ha deciso di salutare definitivamente anche il direttore generale Mario Passetti, che esce inoltre anche dal consiglio di amministrazione. Troppe arie cupe, buie, post retrocessione. La mancanza di forza, come nel caso del suo arrivo dopo la precedenza discesa in B, hanno incrinato i rapporti con lo stesso presidente.

    Un terremoto societario che certamente colpirà anche la squadra. Nessuno è intoccabile, Ora però Halloween potrebbe essere ancora più disastroso in casa rossoblù. God save the Cagliari, perché se come recitava l’inno inglese dovesse salvare la Regina (e in questo caso la Reggina) beh, a pagarne le spese potrebbe sicuramente sarà anche il tecnico Fabio Liverani, reo di non aver dato la giusta impronta dopo mesi ad una squadra con un organico veramente competitivo. 

    Il caos regna sovrano e diciamoci la verità, quelli che ne pagano le spese, alla fine, sono sempre i tifosi. La speranza è che nella gara di domani contro la Reggina la squadra trovi la carica necessari per trovare la vittoria senza gettarsi nello sconforto più totale.
     

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