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Il primo stop della gestione Pulga-Lopez è arrivato. Una sconfitta indolore, anzi paradossalmente salutare. Il secco 4-1 subito a Firenze dalla squadra rossoblù non lascia strascichi polemici e non provoca quella valanga di critiche che una disfatta di queste proporzioni solitamente si porta dietro. La chiave di lettura di questa serenità post-sconfitta è semplice. In primo luogo perché è arrivata dopo una fantastica striscia positiva di quattro vittorie consecutive. Per questa ragione non influisce più di tanto sulla classifica, che buona era e buona è rimasta. In secondo luogo perché di fronte c'era la Fiorentina, squadra tra le più in forma del campionato, che non a caso si trova a lottare con Napoli e Inter per insidiare la non più imbattibile Juventus.

E poi, nonostante il risultato sia di quelli che non ammettono repliche, a livello di gioco il Cagliari, almeno per 50', si è espresso a buoni livelli. La squadra ha dimostrato di essere viva e di aver cambiato completamente atteggiamento rispetto a quello rinunciataria e abulico visto all'inizio del campionato. E' riuscita a pareggiare il primo gol di Gonzalo Rodriguez, e per poco con Sau non ci scappava anche il 2-2; e allora sarebbe stata tutta un'altra partita. Non dimentichiamoci inoltre che il centrocampo rossoblù era orfano di Conti e Nainggolan, mica due qualsiasi. I loro sostituti non hanno demeritato (anzi Casarini ha pure segnato), ma è ovvio che determinati meccanismi non hanno funzionato come previsto.

Possiamo considerare quindi lo stop di Firenze come un evento salutare. Può servire infatti a smorzare i troppi entusiasmi che si erano creati attorno alla squadra dopo i dodici punti in quattro partite; sognare è certamente bello, ma non bisogna perdere di vista la realtà. La realtà dice che il Cagliari è una buona squadra, guidata da due ottimi conoscitori di calcio, e che la sua zona di competenza, almeno per ora, è il centro classifica. Domani ad Is Arenas ci sarà il Catania, che al contrario del Cagliari arriva dal 4-1 che ha rifilato domenica scorsa alla Lazio. Sarà un ottimo banco di prova per capire se le sconfitte, a volte, fanno bene.