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“Tu hai sempre avuto la coscienza sporca, sia da arbitro che da Var”, le parole di Pasquale Foggia, direttore sportivo del Benevento, nei confronti di Paolo Silvio Mazzoleni, rimbombano nelle orecchie dei molti tifosi del Napoli che nel corso degli anni hanno dovuto accettare tanti errori dall'ex direttore di gara di Bergamo (lo show di Pechino in Supercoppa con la Juventus il più clamoroso).

In una settimana è riuscito a fare due danni che sono costati punti importanti al club di De Laurentiis e a quello di Vigorito. Ma mentre don Aurelio è rimasto in silenzio sul gol annullato incredibilmente ad Osimhen, l'avvocato sannita c'è andato giù duro. “È contro il Sud, va cacciato dal calcio”, ha urlato il patron della Strega. E come dargli torto. Si è preso la briga di far annullare il rigore concesso da Doveri di Roma sul 2-1 per il Cagliari facendo perdere così uno scontro diretto alla formazione di Pippo Inzaghi. Eppure il protocollo non prevedeva l'intervento del Var. Ma il buon Paolo Silvio ci ha voluto mettere il becco ed è successo il finimondo.
Dal Maradona allo stadio Vigorito distanti appena cinquanta chilometri Mazzoleni ha donato al pur forte Cagliari la bellezza di quattro punti. Se avesse fatto bene il proprio dovere i sardi forse se ne sarebbero tornati a casa con un pareggio in due trasferte. Ma nulla quaestio contro il team di Semplici. E ci mancherebbe. Il problema sta alla fonte. E fa bene Inzaghi a dire che ci voleva poco a mandare un altro Var a Benevento in modo tale che comunque fosse finita la partita, non ci sarebbero stati così tante ripercussioni. La Can di A, però, ha perso un'altra occasione per rendere questo mondo del pallone tricolore meno ridicolo al cospetto del calcio europeo.

Al momento, comunque, il Napoli si è ripreso il quarto posto che vale la Champions mentre il Benevento è con un piede e mezzo in Serie B. Il successo prestigioso in casa dello Spezia è valso oro visto poi come la Juventus è caduta allo Stadium contro il Milan. In verità la classifica dei primi quattro posti sarebbe dovuto essere questa già la settimana passata ma a Udine le cose “cambiarono” incredibilmente. E grazie a qualche scelta discutibile dell'arbitro (“stimolato” da Paratici) e la solita qualità realizzativa di Ronaldo, la Signora incassò il successo. E tutti felici e contenti. Ma il crollo era dietro l'angolo. Perché mentre il Napoli aveva dimostrato di stare in forma e lo ha confermato al Picco. I bianconeri si vedeva che erano “costipati” e domenica sera il Diavolo, pur rinunciando ad Ibrahimovic, gliele ha suonate di santa ragione. Risultato? Se il campionato fosse finito, ad uscire fuori dalla Champions sarebbero stati Chiellini e soci. Ma il calendario racconta che mancano tre partite. Il Napoli è padrone del suo destino. Se conquista nove punti su nove può stappare lo champagne e brindare ad un obiettivo che ha il sapore di scudetto. Sì perché Gattuso avrebbe fatto una vera e propria opera d'arte considerato tutti i guai che ha passato durante la stagione in corso. Covid, infortuni, rottura con il presidente, una parte della critica contro, allenatori che dovevano prendere il suo posto. Di tutto e di più. Ma alla fine “onestamente” sta portando a termine il lavoro che aveva programmato con la società. Che non era conquistare il tricolore ma arrivare tra le prime quattro. Adesso la speranza è che questo gran finale possa concludersi senza ingerenze estranee al campo. Se poi gli altri saranno più bravi tanto di cappello, ma altri errori arbitrali e di Var non sarebbero ammessi...