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Il giorno che precede il derby di Torino tra la Juventus e il club granata parla il presidente Urbano Cairo. L'argomento è di quelli che non ti aspetti, alla vigilia di un match così delicato e importante: Ciro Immobile, attaccante del Torino ma in comproprietà tra le due squadre piemontesi.

MESSAGGIO CHIARO - E' quello che lancia Cairo alla dirigenza bianconera in merito al futuro di Immobile, attaccante protagonista di una stagione strepitosa con la maglia del Toro: 13 gol e 2 assist in 21 partite di Serie A. Numeri strepitosi per la punta napoletana che lo scorso anno aveva vissuto un'annata altalenante con la maglia del Genoa. Urbano Cairo, per quanto riguarda la risoluzione della compartecipazione di Immobile, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Stampa: "La mia proposta è che lo lascino un altro anno al Torino. E’ una scelta che conviene al ragazzo perché da noi sta bene e anche a chi ne possiede il contratto come la Juventus, perché con un’altra stagione come questa il suo valore andrebbe alle stelle. Se Marotta dicesse 'no' andrei alle buste: è una soluzione che mi piace meno ma non sono il tipo che si tira indietro".

FUTURO DI CERCI - Cairo poi apre anche un capitolo delicato che riguarda l'altro big in casa granata, Alessio Cerci: "Cercherò di dargli una ragione per essere felice di restare al Toro perchè il giocatore mi piace tanto e la persona pure, è uno dei giocatori che i tifosi sono finalmente orgogliosi di avere visto che gli altri non ce l’hanno. Nessuno è mai venuto a trattare e spero che lui non venga a chiedermi di lasciarlo andare: se lo facesse non gli tarperei le ali come non l’ho fatto con Ogbonna".
OTTIMISMO DERBY - Sulla supersfida di domani, il presidente del Torino sembra essere decisamente ottimista: "Ho detto ai giocatori: preparatevi bene ma restate sereni e non consumate le energie pensando a cosa può succedere con la Juventus. Conservatele per quando sarete in campo. Li ho visti belli e sorridenti. In un’ora neppure una parola sul derby. Ogni partita è una tappa del percorso, la continuazione di ciò che c’è stato prima: nel nostro caso il punto di partenza è stato l’arrivo di Ventura. Quando cominciò preferivano chi aveva avuto una carriera importante da calciatore. Poi sono venuti i Mourinho e i Benitez. Ma credo che qui Ventura abbia trovato il posto dove completarsi e diventare ancora più consapevole delle proprie qualità".

VENTURA COME CONTE - Cairo dice la sua anche in merito alle similitudini tra Conte e Ventura: "Vedo molte analogie. Dalla maniacalità con cui preparano nei dettagli il lavoro alla capacità di sviluppare la qualità dei giocatori. Sinceramente non ho mai pensato di prenderlo prima che andasse alla Juve. E nel calcio le scelte giuste possono diventare sbagliate perché si scontrano con la passione dei tifosi. Per loro è un aiuto giocare lì ed è stata una scelta che ne ha migliorato i conti. Per il Torino adesso sarebbe un azzardo pensare a uno stadio nostro: ci teniamo l’Olimpico che mi sembra adeguato e faremo il Filadelfia. Ora che la Fondazione ha un presidente dalle idee concrete: siamo vicinissimi a far partire l’operazione".

OBIETTIVO EUROPA? - Il presidente del Torino poi chiude l'intervista parlando di quelle che sono le aspettative in casa granata, alla luce di una stagione pazzesca: "L’argomento è tabù. Adesso pensiamo ai 40 punti sebbene comprenda che sembri riduttivo. E' la prima asticella, passata la quale andremo avanti il più possibile. Il segreto del successo è fissare un obiettivo e subito dopo non pensarci più ma facendo ad ogni minuto qualcosa che aiuti a raggiungerlo".