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L’incredibile tourbillon delle panchine che potrebbe essere innescato dagli addii di Allegri e Mazzarri rispettivamente alle panchine di Milan e Napoli avrà inevitabili risvolti anche sulle campagne acquisti delle società coinvolte. In casa Milan per esempio, in caso di partenza dell’allenatore livornese al termine della stagione, il nome più gettonato per la sua sostituzione sta diventando quello di Vincenzo Montella nelle ultime ore. Niente ex milanisti dunque (Seedorf su tutti), ma un tecnico che ha deliziato in questa stagione per la bellezza del calcio proposto dalla sua Fiorentina e alla quale Berlusconi e Galliani non sono rimasti insensibili. Al di là delle dichiarazioni di facciata del diretto interessato (“Non c’è possibilità che lasci Firenze”), se il Milan chiama Montella è pronto ad accettare.

E uno dei primi rinforzi per il 4-3-3 dell’Aereoplanino sarà quell’Alessio Cerci che si è rilanciato alla grande nel Torino di Ventura e che l’attuale tecnico viola vorrebbe poter allenare per completarne la maturazione calcistica e umana. Il giocatore è in comproprietà con i granata, che non hanno però intenzione di riscattarlo totalmente per la valutazione che la Fiorentina dà alla metà del suo cartellino (almeno 7 milioni di euro). Il Milan non avrebbe problemi a rilevare la metà di proprietà del club di Cairo e poi si siederebbe al tavolo con la dirigenza viola per discutere su quella della società toscana. I rossoneri, versando nelle casse di Della Valle la cifra rischiesta per Cerci, pagherebbero così anche una sorta di indennizzo morale per strappare ai toscani un allenatore legato alla Fiorentina da un contratto in scadenza nel 2014.