Per Hugo Campagnaro, appena tornato da oltreoceano dopo aver giocato con la Nazionale argentina, è già tempo di proiettarsi verso Inter-Juve di domani. 'La situazione non è drammatica, abbiamo ancora tempo per recuperare e presentarci in buone condizioni fisiche - afferma il difensore nerazzurro al Corriere della Sera -. Sul piano nervoso mi sento prontissimo, come tutti. Da questo punto di vista avrei potuto giocare un minuto dopo essere atterrato a Malpensa. Paura della Juve? No, ma abbiamo grande rispetto per la squadra che ha vinto gli ultimi due scudetti. La forza della formazione bianconera sta nella qualità della rosa: hanno ricambi molto forti. Non c'è Marchisio e gioca Pogba, questo dice tutto. Così pure chi si sente titolare è obbligato a dare tutto, anche in allenamento, per non perdere il posto. Noi stiamo crescendo e migliorando giorno dopo giorno. Queste due vittorie sono importanti anche per i tifosi, che hanno ritrovato la voglia di tifare per l'Inter. Nella prima di campionato col Genoa c'era un clima bellissimo a San Siro, si respirava la passione di chi ci segue. Siamo una squadra di cui potersi fidare: abbiamo dimostrato di avere un buon gioco, di essere equilibrati, e sappiamo cosa fare. Non so se vinceremo domani, ma lo spero. Penso comunque che faremo una bella partita, ci sono tutte le condizioni. Credo che la sfida con la Juve in America ci sia servita per capire tante cose'.

Sul trasferimento dal Napoli all'Inter in estate, Campagnaro racconta: 'Io ero in scadenza di contratto e la trattativa per il rinnovo era difficoltosa. Non volevo arrivare all'ultimo giorno per decidere il mio futuro, anche perché nel calcio c'è sempre il rischio di farsi male e io ho 33 anni. Ho valutato varie situazioni e alla fine ho scelto l'Inter perché era una sfida affascinante. Sono contentissimo di essere qui. La mia vita a Milano? Spero di poter andare in centro. Tra ritiro a Pinzolo e tournèe americana non sono ancora riuscito a vedere il Duomo, ma c'è tempo...'

'Mazzarri? Questa è la mia settima stagione consecutiva con lui: dalla Samp all'Inter, passando per i quattro anni al Napoli - prosegue Campagnaro -. La sua forza è quella di far diventare una squadra il gruppo di giocatori dal quale parte. Chiede molto, ma dà molto. Sa spiegare benissimo cosa vuole, con lui tutti sanno come muoversi, dove andare e come giocare. Prova e riprova tutto durante la settimana. Questo avvicinamento alla Juve è stato particolare per lui perché non aveva i nazionali, ma so che ha lavorato molto e bene con chi è rimasto: è esigente, ma tra noi non c'è nessuna crisi del settimo anno. Anzi, semmai il contrario'.