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CAMPIO-NATI il 24 aprile, Auguri al neo cinquantenne

ALESSANDRO COSTACURTA, detto BILLY 1966, al Milan per 20 stagioni, dal 1987 al 2007, quando, a soli 41 anni, ha appeso le scarpette al chiodo. Ha vinto 7 scudetti, 5 Champions League, 2 Intercontinentali. Insieme a Mauro Tassotti, Franco Baresi e Paolo Maldini, ha formato uno dei quartetti difensivi più famosi del calcio europeo. Poi allenatore del Mantova, in Serie B, dal 27 ottobre 2008 al 9 febbraio 2009: "Se punto ad alti livelli come allenatore? Io non ho mai detto di puntare in alto, credo che sia bello allenare e sarebbe molto bello allenare il Milan". Ma di recente ha riconosciuto: “L’allenatore non faceva proprio al caso mio, infatti dopo l’esperienza al Mantova ho smesso“. Avrebbe potuto fare il barman: "Se non fossi stato calciatore? Avrei fatto il barman. Ero affascinato da un film con Tom Cruise che prendeva tanti soldi e tante ragazze”. Invece è diventato opinionista di Sky e in tale veste ha di recente dato vita ad una gustosa gag con Cattaneo nelle vesti di Bruce Lee .

Nella finale della  Coppa Intercontinentale 2003 col Boca Juniors tirò,  uno dei più brutti rigori della storia, colpendo il terreno al posto del pallone: “Galliani bestemmia ancora per il rigore sbagliato, ma per me fare 120 minuti a 37 anni è molto stancante, ma l'emozione di fare quei 50 metri per il rigore è stata fortissima, più della prima Coppa Campioni". Sbagliarono anche Pirlo e Seedorf. E' sposato da 20 anni, nonostante il suocero sia juventino, con Martina Colombari: “Mio marito sostiene che io, essendo stata fidanzata per tre anni con Alberto Tomba, sportivo passionale, sono la più sexy, la più erotica, quindi un’amante perfetta. E lui chi è per me? Rocco Siffredi”. 


Buon compleanno anche 

CYRIL THEREAU, 1983, punta francese dell'Udinese. Ha segnato ieri a San Siro contro l'Inter. Ha un fratello, Gaetan Thereau, di ruolo centrocampista sinistro, che milita nell'US Marignane.

GUILLERMO BURDISSO, 1988, difensore argentino  del Leon in Messico. Nella Roma 2010-11 è il fratello minore e più scarso di Nicolas, oggi al Genoa. Nel Leon giocano anche Diego Novaretti, Mauro Boselli e Maxi Moralez, calciatori con un passato in Serie A.

LUCA RIZZO, 1992 centrocampista del Bologna, in prestito con obbligo di riscatto dalla Sampdoria.


Il 24 aprile era nato anche 

HERIBERTO HERRERA,1926 (morto nel1996), calciatore (stopper che  ben presto dovette abbandonare l’attività per un incidente di gioco), ma soprattutto allenatore paraguaiano.  Era soprannominato HH2 per distinguerlo dal più noto collega, Helenio Herrera  famoso come HH. Sempre per non confonderlo con l'omonimo”Accaccone”franco-argentino, Gianni Brera coniò per il paraguaiano il termine di Accacchino. Fu fautore del "movimiento". Si trattava di un sistema di gioco corale e votato alla difesa,una sorta di zona latinoamericana dove la corsa contava più della tecnica, con giocatori senza ruoli fissi in campo bensì con precisi movimenti da seguire, attaccando gli spazi e sfiancando gli avversari attraverso l'arma del pressing. In Italia allenò Juve (dal 1964 al 1969) Inter (dal '69 al 10 novembre '70, esonerato e sostituito da Invernizzi) Sampdoria (71-73), Atalanta (73-75). Sergente di ferro, lo definivano, e sergente lo era stato all’Accademia militare di Asunciòn, refrattario a concedere  privilegi e intollerante verso  insubordinazioni,   tanto in allenamento quanto in partita, non lesinando quando necessario le maniere forti per "risolvere da uomini" i dissidi coi giocatori. Si racconta che una volta in albergo, dopo una partita di coppa ad Atene, prese a pugni Zigoni perché non aveva  rincorso il suo difensore. La versione di Zigoni è leggermente diversa: “Giocavamo in Coppa Campioni contro l'Olimpiakos a Torino. Vinciamo due a zero. Segno pure un gol. Poi si va a dormire in ritiro. Tutto bello, no? Macchè. Il risveglio è brusco. Herrera entra in camera, mi prende per il collo e mi dice: 'Coglione, devi alzarti. Vai ad allenarti'. E io gli rispondo: "Ma perchè mister, abbiamo vinto, sono appena le otto. Che cosa ho fatto?". E lui: "Il tuo terzino è sceso in area da noi e una volta non l'hai seguito". Nella sua Juve “operaia” non c'era posto per le primedonne come Sivori: "Coramini e Sívori, per me sono uguali (Coramini era un giovane della Primavera)". Riuscì  a convincere gli Agnelli, soprattutto Gianni, che stravedeva per lui, a vendere al Napoli il fuoriclasse argentino. Nessuno gli perdonò il gesto di forza  e lo perseguitò un’ombra di rancore per aver privato la squadra del suo folletto. Faceva sorvegliare i giocatori da persone di sua fiducia, sconosciuti a tutti, perché si ritirassero la sera alle dieci e quand’erano negli alberghi si può dire che li mettesse a letto come una brava mammina, per rifugiarsi poi nella sua stanza a sorbirsi il mate, speciale bevanda sudamericana, rifiutando the, caffè o liquori. 

Auguri, in Serie B, a:

GENNARO SCOGNAMIGLIO, 1987, difensore, e DAVIDE RAFFAELLO, 1988, centrocampista entrambi del Trapani che va come un treno 

CIRO POLLICE, 1998, difensore del Lanciano, in prestito dal Genoa.

e, in in Lega Pro, a:

JACOPO MANCONI, 1994, punta del Pavia, in prestito dal Novara.

NICOLO' ANTONELLI, 1990, terzino destro della Pistoiese

ALESSANDRO SGRIGNA, 1980, punta del Cittadella

EROS SCHIAVON, 1983, centrocampista della SPAL, neopromossa in serie B

GABRIELE FRANCHINO, 1991, terzino sinistro del Cuneo

GIACOMO RISALITI, 1995, difensore del Pontedera in prestto dall' Empoli


Buon compleanno, infine, tra gli ex, a

PIER GIUSEPPE MOSTI, 1955, ex difensore di Massese, Pescara, Catania, Pistoiese e Foggia. Col Catania nell'82-83 ottenne agli spareggi la promozione in Serie A: “Vincemmo la prima partita degli spareggi per 1-0 contro il Como e poi il pari contro la Cremonese ci permise di andare in Serie A. Ricordo che in quella occasione ci fu una grande gestione da parte di mister Di Marzio. Lui stabilì una sorta di gemellaggio con la Roma che ci mise a disposizione il campo di Trigoria ma anche il bus che ci portava in hotel, agli allenamenti e allo stadio. In sette giorni Di Marzio gestì gli spareggi in maniera incredibile sia dal punto di vista organizzativo che tecnico. Ricordo i 40.000 tifosi catanesi all’Olimpico, sono cose che rimangono nel cuore di un giocatore. Sono emozioni che ho goduto e che continuo a godermi quando ci ripenso. Devo dire una cosa: ho vissuto sei anni meravigliosi a Catania, cinque da giocatore ed uno da allenatore e sono stato al fianco del presidente Angelo Massimino, un presidente sanguigno, con alcuni difetti ma un grande uomo. La Catania sportiva non potrà mai dimenticarlo”.