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La Francia è nel caos più totale. Dopo la cacciata di Anelka, oggi la squadra si è rifiutata
di sostenere l'allenamento.

Evra, che ieri aveva dichiarato di voler scovare il 'traditore' che aveva spifferato gli insulti del centravanti a Domenech nello spogliatoio, ha litigato pesantemente con il preparatore atletico Robert Duverne e solo l'intervento del ct  ha evitato che l'alterco degenerasse ulteriormente.  Dopo questo episodio i giocatori hanno rifiutato di allenarsi, nonostante la richiesta ufficiale del direttore della delegazione Jean-Louis Valentin, che al diniego della squadra ha rassegnato le sue dimissioni alla federazione.

La squadra ha poi diramato un comunicato. «Tutti i giocatori della nazionale francese, senza eccezione - si legge nel comunicato - vogliono affermare il loro dissenso con la decisione presa dalla Federazione francese calcio di escludere Nicolas Anelka. Ci rammarichiamo per l'incidente avvenuto nell'intervallo di Francia-Messico - prosegue il comunicato dei giocatori - ma ci rammarichiamo ancora di più per la divulgazione di un fatto che appartiene soltanto al gruppo ed è inerente alla vita di una squadra di alto livello. Su richiesta del gruppo, il giocatore accusato ha avviato un tentativo di dialogo. Ci rammarichiamo che tale tentativo sia stato completamente ignorato».
«Da parte sua
- continuano i Bleus - la Federazione non ha mai provato a proteggere il gruppo. Ha preso una decisione senza consultare i giocatori, unicamente sulla base dei fatti riportati dalla stampa. Di conseguenza, per sottolineare il proprio dissenso rispetto all'atteggiamento adottato dalle più alte istanze, tutti i giocatori hanno deciso di non partecipare alla seduta programmata oggi. Siamo coscienti delle nostre responsabilità», scrivono i giocatori, «quelle di portare i colori del nostro paese, e quelle che abbiamo rispetto ai nostri tifosi, agli insegnanti, ai volontari e a innumerevoli bambini che hanno i Bleus come modello. Non dimentichiamo nulla dei nostri doveri - concludono i nazionali francesi - faremo tutto individualmente e sul piano collettivo perchè la Francia ritrovi il suo onore martedì con una prestazione finalmente positiva».

E non finisce qui. Mentre Domenech  stava parlando delle possibilità della Francia di passare ancora il turno, Ribery si è presentato davanti alle telecamere."Ho letto che io avrei un problema con Gourcuff - ha detto commosso quasi fino alle lacrime - è falso. Sono stato il primo ad andare a parlargli, perché abbiamo bisogno di lui. Da due o tre giorni viviamo un momento difficilissimo per i giocatori, per il paese, per tutti, stiamo soffrendo. Il gruppo è scoppiato, ed è la Francia che soffre, sono io che soffro, dico davvero, tutti ci stanno prendendo in giro nel mondo. Non ce la faccio, questo non è più pallone". È poi tornato sul "traditore", il giocatore che secondo i Bleus avrebbe spifferato i segreti dello spogliatoio ai giornalisti de L'Equipe: "Un traditore ha rivelato troppe cose. Ci toglieremo un peso dallo stomaco quando sapremo chi è". Infine Ribery ha chiesto "perdono" a tutti i francesi, per aver giocato "un Mondiale che non è quello che tutti si auguravano".