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Caos Torino, il ragazzo accusato si difende: 'Non sono un mostro, invitavo alla calma'

Caos Torino, il ragazzo accusato si difende: 'Non sono un mostro, invitavo alla calma'

Davide Buraschi è nell'occhio del ciclone dopo quanto accaduto a Torino in Piazza San Carlo durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid. Il ragazzo, ripreso a torso nudo e con lo zainetto sulle spalle, ha spiegato la propria versione dei fatti a La Stampa: "Mi hanno tenuto in questura per ore. Ho spiegato tutto quello che avevo visto e che ho fatto. È stato terribile. I media hanno fatto di me un mostro, un sobillatore. Hanno cercato di scaricare su di me la colpa di quei mille e 500 feriti. Eravamo sul 3 a 1. La delusione era tanta. A un certo punto ho sentito un forte odore".

'NON SONO UN MOSTRO' - Il 23enne magazziniere di Cinisello Balsamo, poi, aggiunge: "Si è creato un vuoto. Io sono rimasto al centro. Isolato. Ho alzato le braccia. Invitavo alla calma. Poi ho soccorso le persone che stavano male. Sharon ha avuto un attacco d’asma per quell’odore nauseabondo che si è sprigionato in quel punto della piazza. Ero preoccupato per lei. Mi hanno rintracciato alle quattro del mattino e portato in questura e sono rimasto lì per ore. Sono stato dipinto come un mostro. In molti hanno scritto che mi avevano denunciato, che avevo confessato una bravata. Assurdo. Un linciaggio mediatico che non mi merito. E che non merita neppure la mia fidanzata. Voglio capire cosa sia successo. Mi dispiace per tutte quelle persone ferite, ma non è stata colpa mia. Adesso devono trovare i veri responsabili".

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