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"Ogni volta che vedo giocare Pirlo mi entusiasmo. E’ un campione senza età”. La voce di Fabio Capello sale di qualche decibel quando il discorso scivola sul fuoriclasse della Juve. “Il Milan ha fatto veramente un regalo fantastico ai bianconeri. La storia di Pirlo mi riporta alla mente una battuta di un giovane allenatore”.

Quale? 
“Mi disse: 'Caro Fabio, si può sbagliare a comprare un calciatore ma non si può sbagliare a darlo via'. Aveva ragione. Pirlo era Pirlo anche quando era nel Milan. È stato un grave errore perderlo”.

E con le sue magie la Juve vuole rivincere lo scudetto. 
“È la più forte. Tra l’altro in questo torneo Milan e Inter non sono competitive al 100% e questo è un bel regalo per Conte. La concorrenza più pericolosa è sparita”.

I bianconeri marciano forte anche in Champions. 
“Mi piace il loro approccio, c’è attenzione alla fase difensiva ma anche la voglia di giocare al calcio. Non buttano mai via la palla. È bello vedere Buffon che inizia l’azione con un passaggio con le mani a un compagno”.

La Juve può vincere la Coppa? 
“Non è la più forte ma neppure il Chelsea lo scorso anno lo era. Sarà la mina vagante di un torneo che vede Barça e Real favorite. Non date per morta la formazione di Mou dopo l’1-1 con lo United. A Manchester gli inglesi dovranno aprirsi e il Real, se ha spazio, diventa una macchina da gol”.

Questa Juve ha qualcosa in comune con la sua o quella del Trap e di Lippi? 
“La mentalità. Vincono e voltano pagina. Alzando l’asticella, non accontentandosi mai. Un’identità figlia di leader quali Pirlo, Buffon, Chiellini. Ah, dimenticavo un altro che sta facendo la differenza: Vucinic. Completa a meraviglia il lavoro di Pirlo”.

Conte ha conquistato il mondo Juve. 
“È arrivato al momento giusto dopo aver fatto cose buone e qualche errore. Si matura vivendo esperienze di vario genere: come dice un mio amico, non si nasce imparati”.

Roma-Juve promette emozioni. 
“La Juve è la favorita per lo scudetto ma in estate avevo promosso la Roma come una delle prime rivali dei bianconeri. Ha inserito giovani interessanti in un gruppo già competitivo”.

Poi l’operazione Zeman è fallita. 
“Baldini dopo l’esperimento Luis Enrique aveva puntato sul sicuro con lui. Da lontano è difficile sapere perché non ha funzionato. A inizio stagione tutto sembra giusto, tutti sembrano bravi, i tifosi contenti poi guardi la classifica, ti spaventi e l’allenatore paga. È successo a me con il Milan. Anche se lì il divorzio arrivò a fine campionato”.

Non sono bastate le prodezze di Totti... 
“Non mi sorprende il rendimento di Francesco. È capitato anche a Del Piero, Maldini, Costacurta. Il campione che vuole restare ad alti livelli accetta di sacrificare qualcosa del privato per essere ancora più forte in campo. Questo è il segreto di Totti”.

E le polemiche su De Rossi? 
“Il De Rossi calciatore non può essere oggetto di discussione perché è fortissimo. Da osservatore lontano non posso andare oltre”.

La Roma ha tanti giovani talenti. 
“Ho un debole per Lamela. Mi piace il suo caracollare, come calcia, ha qualità e qualcosa in più rispetto a Destro e Osvaldo. Mi incuriosisce Pjanic, vorrei vederlo dal vivo”.

Esiste un’anti Juve? 
“Il Napoli. Lasciate perdere il passo falso in Europa League. Capita. Mazzarri ha fatto un gran lavoro. È dietro ai bianconeri anche se in estate gli hanno portato via Lavezzi, il più importante dopo Cavani. Chi deve vincere di solito non vende i campioni ma li compra. L’anno scorso ho visto dal vivo le partite di Champions tra Napoli e Manchester City e ho capito che El Matador è di un’altra categoria. Lotta, corre, fa gol sia in contropiede che in area, magari circondato da 4-5 avversari. Ma è anche merito di Mazzarri, lo ha convinto a diventare un giocatore totale e non solo un bomber”.

Domani c’è Fiorentina-Inter, partita da zona Champions. 
“L’infortunio di Milito è un brutto colpo per i nerazzurri. Si somma ad altri piccoli problemi. Il triplete è motivo di orgoglio ma è anche un ostacolo per aprire un nuovo ciclo. Non è facile ripartire dopo una simile impresa. I nerazzurri devono ritrovare il mix tra nuovi e vecchi. E non solo a parole”.

Cassano sta disputando un’ottima stagione. 
“Lui e Balotelli sono i talenti prodotti negli ultimi anni dal calcio italiano. A volte possono creare dei problemi ma sono importanti. Su Balotelli concordo con Allegri: deve gestire meglio la vita privata”.

La prossima settimana il Milan sfiderà il Barcellona in Champions. 
“Sono legato ai rossoneri ma, in questo momento, c’è una grande differenza. Il Barcellona è unico, inimitabile. Quando hanno chiesto a Guardiola se riuscirà a trasformare la sua nuova squadra in un altro Barça ha detto: 'Ci posso provare a patto di comprare 8 del Barca'. E se lo dice lui...”.

  
Altre storie divertenti proposte dal campionato? 
“Mi piace la mentalità che Petkovic ha portato alla Lazio e seguo il lavoro di Montella in una piazza non facile come Firenze. Si sta facendo le ossa”.

Prandelli può lavorare su una bella nidiata. 
“El Shaarawy, Balotelli, Destro, De Sciglio, Verratti, Insigne: ragazzi che sono già andati 'a scuola', militano in grandi club e che fanno la Champions. Se Prandelli riuscirà a mixare questa gioventù con l’esperienza dei Buffon, Pirlo, De Rossi e Chiellini, la miscela può far saltare il banco già ai mondiali in Brasile”.