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  • Caro Lotito, non abbiamo l'anello al naso: Milinkovic non vale 100 milioni. Conviene tenersi Rabiot

    Caro Lotito, non abbiamo l'anello al naso: Milinkovic non vale 100 milioni. Conviene tenersi Rabiot

    • Marcello Chirico
      Marcello Chirico
    Lo dico con estrema franchezza: che Di Maria e Paredes tornino alla Continassa da campioni del mondo mi interessa in modo relativo. Anche se, con la loro vittoria in Qatar, permetteranno alla Juventus di continuare ad essere il club con più giocatori iridati (27) della storia. Le statistiche non mi hanno mai appassionato, perché alla fine contano sempre e solo i risultati sul campo e l’albo d’oro. Preferirei avere qualche Champions in più nella sala trofei del JMuseum piuttosto che sapere di essere la società con più campioni del mondo del pianeta. Oppure – altra inutile statistica - che Angél è il primo giocatore ad aver segnato in una finale olimpica, continentale e mondiale. Chissene, verrebbe da dire.

    Quindi, complimenti (soprattutto) a Di Maria e all’impalpabile Paredes (marcatore, però, nella roulette finale dal dischetto, come Dybala), però adesso ciò che interessa davvero è che entrambi – spronati dalla conquista del titolo mondiale – esprimano il meglio di se con la Juventus in questa seconda parte di stagione. Trovino insomma quelle motivazioni che nella prima si sono viste di rado: talvolta da Di Maria, quasi mai in Paredes. Complici pure gli infortuni muscolari che li hanno bersagliati, Fideo in particolare. A proposito di statistiche: da agosto a novembre solo 10 partite per lui, alcune pure da subentrato, un paio in cui è dovuto uscire per problemi fisici, una perché espulso.

    Dallo “spaghetto” argentino ci si aspetta ora tutto un altro tabellino di marcia, dopo aver dimostrato in Qatar che , se vuole, è ancora in grado di fare la differenza, seppur a 34 anni (35 il prossimo febbraio). Uscito lui dal campo contro la Francia, l’Argentina si è spenta. Pur con Messi in campo. Quindi, vamos Fideo! Sperando anche che preparatori e staff medico della Continassa abbiano capito come vada allenato e curato. 

    Un altro da cui si aspetta un deciso cambio di marcia è Vlahovic, tornato dal Qatar come se n’era andato: ovvero, acciaccato. La pubalgia sarà pure un malessere subdolo e vigliacco, l’aver voluto però a tutti i costi rispondere alla convocazione della nazionale serba non ha di certo aiutato Dusan a smaltirla, anzi. Un mondiale sarà sempre un mondiale, ma per giocarne appena 71 minuti , sarebbe stato più intelligente e responsabile rinunciarvi. A 22 anni, con la possibilità di poterne disputarne potenzialmente almeno altre 2/3 edizioni, era una rinuncia che si sarebbe potuta fare. Tanto più dopo aver rimpinguato all’inizio dell’anno, grazie proprio alla Juventus (non la Federazione serba), anche il proprio conto in banca, passato in un botto da 800 mila euro a 7 milioni.

    A proposito di Serbia e serbi: il miglior Milinkovic –Savic lo si è visto in porta e non di certo a centrocampo, dove il più quotato fratello è stato quasi un fantasma (come, del resto, già successo agli ultimi europei). Per Lotito potrà anche valere sempre 100 milioni, ma la gente (dirigenti di club compresi) non è scema e le prestazioni del laziale le hanno viste tutti.

    Tornerà pure Rabiot, per il quale il mondiale è stata una bella vetrina. Adesso ce la si dovrà vedere con mamma Veronica, per un rinnovo non semplice se non addirittura impossibile. Resta da capire per quanto tempo ancora Pogba resterà in mutua a spese di Madama, e se quindi sarebbe opportuno non privarsi dell’altro francese con troppa leggerezza. Disfarsene già a gennaio potrebbe portare qualche soldino alla Juve (pochi, essendo Rabiot in scadenza) ma in una mediana senza il Polpo sine die e con un tasso di qualità non eccelso, converrebbe tenerselo. Sperando poi che, a differenza dell’euforia di De Maria e Paredes, la finale mondiale persa non lo abbia mandato in depressione.

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