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Retroscena.
Stage caso irrisolto, il ct si arrangia da solo.
Aumentando il numero dei convocati, si cerca di provare uomoni e soluzioni.
 

Porte chiuse: a casa per condotta e tecnica.
Cassano è diventato 'troppo' anche per Prandelli.
Protagonista e simbolo della nuova Inter, ma Antonio non trova più posto in Nazionale.
 
«L’esclusione di Cassano non mi ha sorpreso», annuncia gelido Gigi Buffon dall’aulaMagna di Coverciano, che non è un vero e proprio confessionale, ma il teatro delle riflessioni e dei pensieri azzurri. Qui il fantasma di Antonio aleggia ancora, ma sempre meno ingombrante. Cassano è il simbolo della nuova Inter, eppure in nazionale non trova posto. E nessuno lo rimpiange. Quattro gol e due assist in campionato non sono serviti a far cambiare idea a Cesare Prandelli, che lo ha lasciato a casa per la seconda volta di fila. E la musica non è destinata a cambiare. Cassano è il passato dell’Italia. Il c.t. lo ha definito il nuovo Di Natale, cioè il talento da richiamare, magari in Brasile nel 2014, in caso di urgente necessità. Ora, però, è fuori dal progetto. Le porte di Coverciano per lui sono chiuse. Il giocatore che ci ha trascinati all’Europeo, segnando 6 gol nel girone di qualificazione, è stato accantonato. Succede. Soprattutto se ti chiami Cassano. Sinora nessuno lo ha sopportato a lungo: alla Roma come al Real Madrid, alla Sampdoria come al Milan. L’epilogo, più o meno, è sempre lo stesso. Incanta sul campo, fa dannare fuori.