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Secondo quello che riportano anche colleghi molto vicini alle segrete stanze di Corso Vittorio Emanuele, l'attacco in tv di ieri pomeriggio riservato da Antonio Cassano alla sua ex squadra, il Milan, è stato studiato nei minimi dettagli dagli uomini della comunicazione dell'Inter per distogliere l'attenzione dai problemi che attanagliano i nerazzurri.

In pieno stile "mourinhiano", si è pensato di evidenziare il presunto diverso trattamento mediatico riservato alle due formazioni milanesi nei loro rispettivi momenti più complicati. Un fatto dettato dall'aggancio del Milan ai cugini al quarto posto, spinti dall'entusiasmo trascinante dell'ultimo arrivato (nonchè grande ex) Mario Balotelli. Peccato che, come ha poi ricordato in serata il canale tematico rossonero, l'allenatore del Milan Massimiliano Allegri sia stato messo più volte sulla graticola nel periodo in cui il gioco latitava, i risultati non arrivavano e Supermario era ancora un giocatore del Manchester City. Esattamente quello che accade oggi a proposito della banda Stramaccioni, entrata in un pericoloso circolo vizioso da qualche settimana a questa parte.

Qui non si tratta di ingratitudine per il trattamento riservato dal Milan a Cassano durante la convalescenza per i problemi cardiaci o di scarsa memoria. Come si diceva, il barese ha risposto a un chiaro input partito dalla dirgenza interista e, da bravo soldatino (ricordate la sua stilettata ai giocatori della Juventus, rei di essere troppo allineati alla filosofia aziendalista?), ha recitato il ruolo che gli è stato assegnato. Ha parlato da tifoso interista, ci ha messo la faccia per fare quadrato e provare a scaldare il clima in vista del derby del 24.