118
Nel 2020 il Milan ha proprio cambiato volto e se n’è accorta anche la fortuna che ha premiato la voglia di lottare fino al 93esimo minuto con una rabbia e una determinazione mai visti in questa stagione. Il volto del Milan non è più quello di un manipolo di ragazzotti viziati e spaesati, adesso la faccia rossonera è il ghigno rabbioso di Ibra che tiene tutti sulla corda fino all’ultimo minuto di ogni allenamento e di ogni partita.

La vittoria in rimonta contro l’Udinese nasce dallo svedese anche se sul tabellino non vi è  traccia della sua firma. Ma i protagonisti del successo sono tutti i compagni d’attacco voluti dallo svedese al suo fianco: Castillejo che sembra un altro giocatore e raccoglie addirittura l’ovazione di quello stadio che lo fischiava, Leao che pennella giocate di altissima scuola e soprattutto Rebic, oggetto misterioso fino a pochi giorni fa e ora in odore di diventare titolare su quella fascia sinistra. Il suo tandem con Theo Hernandez rischia di essere devastante, c’è solo bisogno di registrare un po’ meglio i meccanismi difensivi per evitare scorribande avversarie come quella che regala il momentaneo beffardo pareggio al solito cecchino Lasagna.

E’ stata l’ennesima difficoltà che stava rischiando di guastare il pomeriggio rossonero cominciato malissimo con la “papera” di Donnarumma all’ora di pranzo. Il numero 1 rossonero però ha dimostrato ancora una volta di saper superare gli errori, anche quelli gravi, con la maturità di un veterano. Solo così si spiegano gli interventi miracolosi del secondo tempo. La gara contro l’Udinese è stata bellissima e ricca di emozioni, forse pure troppe. Con tutti quei ribaltamenti di fronte sembrava quasi una partita di basket. Ma con questo nuovo Milan rivitalizzato dall’effetto Ibra la gente è tornata a entusiasmarsi, a soffrire e a gioire.

Questa è la nota più positiva dopo i mesi, tantissimi, di costante apatia. Ibra e Pioli hanno fatto le loro scelte. Mancava solo l’esplosione di Rebic per dare il via libera ai 3 big che potrebbero partire già in questa settimana: si tratta di Piatek con destinazione Oltremanica, Suso in prestito alla Roma e Paquetà pronto a riabbracciare Leonardo. Credo che tutti e tre faranno bene nelle loro nuove squadre, ma per motivi diversi purtroppo il loro tempo a Milano è finito. Questo Milan aveva e ha bisogno di aria fresca e nuova. O vecchia, nel caso di Ibra.

A proposito, viene da pensare che se lo svedese avesse ragionato da “uomo squadra” come fa adesso anche nel fiore della propria carriera, probabilmente avrebbe vinto ancora di più. Ma tant’è. Godiamocelo adesso e ringraziamolo perché dopo il suo arrivo la stagione del Milan sta acquisendo un senso diverso. Improvvisamente e dopo 3 anni di attesa comincia ad avere un significato anche la misteriosa operazione André Silva. Infatti prestandolo all’Eintracht siamo riusciti a ricavare un buon rinforzo come Rebic.

@ruiu19