Calciomercato.com ha chiesto all'avvocato e procuratore sportivo Jean-Christophe Cataliotti, titolare dei corsi per aspiranti osservatori e procuratori sportivi (per info si rimanda al sito www.footballworkshop.it) di spiegare quali sono le principali norme di diritto calcistico che un buon procuratore sportivo deve conoscere per operare a livello internazionale. Ecco la risposta contenuta nelle pagine del libro "Mollo tutto e divento procuratore sportivo. Manuale pratico per lavorare nel calcio" (Mursia) dello stesso Cataliotti.

Le principali fonti internazionali sono lo Statuto della FIFA (Fédération Internationale de Football Association) e quello della UEFA (Union des associations européennes de football) e i loro relativi regolamenti.

Tra i regolamenti emanati dalla FIFA, il procuratore si troverà spesso a consultare il Regolamento sullo status e sui trasferimenti dei calciatori.

Ecco i principali passaggi regolamentari da annotare:

1)    Se un procuratore è coinvolto nella negoziazione di un contratto, il suo nome dovrà essere specificato nello stesso contratto;

2)    I contratti saranno conclusi per un periodo minimo che ha inizio dalla data di entrata in vigore del contratto e termina alla conclusione della stagione, per una durata massima di cinque anni. I contratti di qualsiasi altra durata sono autorizzati solo se conformi alle leggi nazionali (in Spagna, ad esempio, la Federazione ha autorizzato che la durata massima sia di sei anni!). I calciatori al di sotto dei 18 anni non possono stipulare contratti da professionisti per un periodo superiore ai tre anni. Eventuali clausole che sanciscano un periodo più esteso non saranno ritenute valide. In tutte le Federazioni affiliate alla FIFA, pertanto, non è consentito che un calciatore minorenne stipuli un contratto di durata superiore ai tre anni!

3)    Una società che intenda sottoscrivere un contratto con un professionista deve informare per iscritto la società di appartenenza del medesimo prima di intraprendere trattative con il professionista in questione. Un professionista è libero di concludere un contratto con altra società a patto che il contratto con la sua attuale società sia scaduto o scada entro 6 mesi. Eventuali violazioni al presente disposto saranno punite con le sanzioni appropriate.
4)    Uno dei principi cardini dell’intero Regolamento è il seguente: il mantenimento della stabilità contrattuale fra calciatori professionisti e società! Il contratto, pertanto, deve essere rispettato dalle parti; potrà cessare solo alla sua scadenza naturale, o per accordo tra le parti, ovvero qualora dovesse sussistere una giusta causa.

5)    Un’ipotesi particolare di risoluzione del contratto è quella per giusta causa sportiva; la FIFA riserva al calciatore, solo se affermato (es. giocatore della nazionali), la facoltà di rescindere il proprio contratto nel caso in cui il calciatore stesso abbia disputato meno del 10% delle partite ufficiali a cui ha partecipato la società di appartenenza nel corso dell’intera stagione sportiva. Il procuratore, qualora si dovesse presentare una simile circostanza ovviamente non dipendente da colpa o da indisponibilità fisica del calciatore, potrebbe consigliare il proprio assistito di rescindere il contratto, atto che dovrà essere compiuto nei 15 giorni successivi all’ultima partita ufficiale della stagione disputata dalla squadra di appartenenza.

6)    Attenzione: se un calciatore risolve un contratto in assenza di una giusta causa o di una giusta causa sportiva, lo stesso sarà chiamato a risarcire i danni alla ex società di appartenenza. Ma vi è di più: se la risoluzione dovesse avvenire nel c.d. periodo protetto (primi 3 anni di contratto quando il calciatore ha meno di 28 anni, primi 2 anni di contratto quando il calciatore ha più di 28 anni), il calciatore, oltre l’obbligo suddetto di corrispondere un indennizzo, subirà la sanzione sportiva consistente nel divieto di partecipare a incontri ufficiali per quattro mesi. Ciò che più mi preme evidenziare è che anche il procuratore sportivo che agirà in maniera da indurre alla violazione di un contratto il proprio assistito nei confronti della società di appartenenza per facilitare il trasferimento in altra società potrà essere punito con le sanzioni del caso. Così come, salvo dimostrazione del contrario, la FIFA ritiene che una società che tesseri un professionista che abbia rescisso il proprio contratto senza giusta causa abbia indotto tale professionista a commettere la violazione contrattuale; alla società sarà, quindi, imposto il divieto di tesserare nuovi calciatori, sia a livello nazionale che internazionale, per una durata pari a due periodi di tesseramento.

7)    E’ bene sapere che i calciatori tesserati presso una Federazione possono essere tesserati presso una nuova Federazione solo quando quest’ultima abbia ricevuto il Certificato di Trasferimento Internazionale (c.d. CTI) dalla Federazione di provenienza. Tale certificato dovrà essere trasmesso obbligatoriamente per tutti i trasferimenti internazionali dei calciatori professionisti del calcio a 11, e per quelli dei calciatori minori di età, attraverso l’impiego del TMS (Transfer Matching System), una modalità online resa necessaria per migliorare la trasparenza delle singole transazioni.

8)    Un procuratore che si rispetti e che desideri operare all’estero dovrà, in particolare, conoscere le norme che regolano i trasferimenti internazionali dei minorenni. La regola generale – in base a quanto dispone l'art. 19 del Regolamento FIFA sullo status e sul trasferimento dei calciatori – è che i trasferimenti internazionali dei calciatori sono consentiti solo se il calciatore ha superato il 18° anno di età.
Alla regola generale sono, tuttavia, applicabili tre eccezioni che consentono il trasferimento dei calciatori minori..
Sinteticamente, le eccezioni sono le seguenti:
a) i genitori del calciatore minore si trasferiscono nel Paese della nuova società per motivi indipendenti dal calcio (ad esempio, per motivi di lavoro);
b) si tratta di un trasferimento che avviene all'interno della UE o della AEE e il calciatore ha un'età compresa fra i 16 e i 18 anni; in tal caso, la nuova società dovrà garantire al giovane atleta un'adeguata formazione scolastica in aggiunta a quella calcistica e, in generale, assicurare al calciatore ottime condizioni di vita (ad esempio, ospitando il giovane presso una struttura della società);
c) il calciatore vive in una località distante al massimo 50 chilometri dallo stesso confine. In questo caso il calciatore continuerà a vivere presso il proprio domicilio e le due Federazioni interessate saranno tenute a dare il loro esplicito consenso.
Le regole suddette si applicano anche in caso di primo tesseramento dei calciatori che hanno una nazionalità diversa da quella del Paese al quale richiedono di essere tesserati per la prima volta.
La procedura che deve essere seguita per trasferire da una Federazione all'altra un calciatore minore è oltretutto molto complessa e rigorosa. In linea generale, ogni trasferimento internazionale di minori è soggetto all'approvazione di una sottocommissione che viene nominata all'uopo dalla Commissione per lo status dei calciatori, la cui approvazione deve essere ottenuta prima di una qualsiasi richiesta di CTI (il certificato di trasferimento internazionale) inoltrata dalla Federazione di destinazione, quella, cioè, che desidera tesserare il calciatore.
Le eventuali violazioni della procedura sono sanzionate dalla Commissione disciplinare della FIFA. Recentemente il Barcellona ha subito una sanzione pesantissima – consistente nel divieto di tesserare nuovi calciatori per due consecutive sessioni di mercato – per aver tesserato in barba alle suddette norme dieci giovani calciatori extracomunitari!

9)    Ammettiamo che un procuratore voglia fare scouting all’estero e voglia proporre un giovane calciatore ad una società italiana. Dovrà saper calcolare quali spese dovranno affrontare le società di calcio alle quali ha proposto il calciatore.
La voce di spesa cui andranno incontro le società di calcio interessate a tesserare calciatori provenienti dall'estero prende il nome di "indennità di formazione". Tale voce ha certamente un peso importante per le casse delle società di calcio che, per assicurarsi il talento di turno, devono  indennizzare le società che hanno formato il ragazzo a partire dall’età di 12 anni.
Precisamente, secondo la normativa FIFA, il periodo di formazione di un giovane calciatore avviene tra i 12 e i 23 anni e, in linea generale, l’indennità di formazione deve essere corrisposta fino al 23° anno di età per la formazione sportiva ricevuta fino all’età di 21 anni, salvo che non risulti palese che il calciatore abbia già ultimato il suo periodo di formazione prima del compimento del 21° anno di età. L’indennità di formazione va, pertanto, versata a tutte le società che hanno contribuito alla formazione del giovane calciatore nel momento in cui tale calciatore firmi il primo contratto da professionista nella società di destinazione. Deve essere, peraltro, ricordato che l’indennità di formazione deve essere riconosciuta anche all’ultima società che ha formato un calciatore già professionista sempre che il passaggio del calciatore professionista ad altra società a seguito di trasferimento internazionale avvenga entro il 23° compleanno di età. Un procuratore esperto è colui che quando presenta un proprio calciatore ad una società di calcio ha già calcolato i costi di formazione! Come dovrà fare?
Esistono delle tabelle che vengono utilizzare per calcolare l’indennità di formazione (vedi circolare FIFA n. 1354/2013). A titolo esemplificativo, le società classificate nella griglia di prima categoria UEFA (per intenderci le nostre società di serie A) sono tenute a pagare 90 mila euro per ogni anno di formazione ricevuta dal calciatore che andranno ad acquisire (si applicano poi degli sconti quando il passaggio del calciatore avviene dopo il 18° compleanno di età del calciatore in questione).