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Il derby perso sabato scorso ha lasciato un'amarezza inimmaginabile in tutto l'ambiente rossazzurro, poichè nessuno si sarebbe mai aspettato di assistere ad una prestazione così negativa da parte del Catania. Inutile nascondersi o girarci attorno: quella contro il Palermo è stata certamente la peggior partita disputata finora in questo campionato dalla squadra di Maran. Il match del 'Barbera' è stato affrontato come peggio non si poteva e in tanti continuano a chiedersi ancora il perchè. Nessuno lo capirà mai: il calcio è fatto di stranezze e forse è bello anche per questo, ma una cosa del genere negli ultimi anni non si era forse mai verificata, soprattutto in questa stagione. Molti tifosi rossazzurri chiedono ancora simpaticamente 'quando si giocherà il derby', ma la verità è che eventi del genere devono restare casi isolati. 

E' andata così e non si può cancellare, magari lo si potrà fare nel match di ritorno. Fino ad allora però ci saranno 19 partite fondamentali, nelle quali si tratterà di dimostrare e confermare le splendide qualità di questa squadra che, malgrado il pesante ko subìto, resta sempre all'ottavo posto. E allora tanto vale provare ad archiviare immediatamente quanto accaduto a Palermo, provando a sfruttare la scia del pensiero del presidente Pulvirenti, che ha preferito perdonare subito i propri giocatori provando a prenderla con filosofia. Una presa di posizione necessaria, figlia della consapevolezza di avere ancora oltre mezzo campionato davanti, con un impegno durissimo alle porte che vedrà un Catania super-rimaneggiato dinanzi ad un Milan in ripresa. 

Contro i rossoneri servirà quel carattere che conosciamo e che tutti sanno essere tipico di questa squadra, che solo una decina di giorni fa lo ha sfruttato per battere meritatamente il Chievo con una prova di forza sottolineata da tutti. Del resto, malgrado stia meglio di qualche settimana fa, la squadra di Allegri sembra avere ancora diversi punti deboli. Ecco perchè, nonostante le tante assenze, il Catania può comunque pensare di poter dire la sua e fare ugualmente risultato. E per fare ciò, domani come nelle altre partite, servirà solo una cosa: d'ora in poi tutti dovranno scendere in campo anche con la testa e non solo con le gambe, e senza più lasciare il cuore negli spogliatoi.