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La lunga sessione estiva di calciomercato si è già chiusa da qualche giorno, ma il fatto che il campionato italiano sia fermo per gli impegni delle rispettive nazionali porta ancora tutti a soffermarsi su quanto è stato compiuto prima del gong della tarda serata del 2 Settembre. Mai come quest'anno poi in casa Catania il mercato ha tenuto banco fino all'ultimo istante e di sicuro non sono mancati momenti di tensione e nervosismo. Inutile girarci intorno, ma è ovvio che le voci più clamorose sono state quelle legate al Pitu Barrientos, che nelle ultime ore di trattative era passato da punto di riferimento per la nuova stagione a probabile ed inatteso ex di lusso. Giusto il tempo di passare una notte insonne in attesa della tanto famigerata offerta proveniente dal Qatar, con tanto di clausola rescissoria pagata e la società rossazzurra che non avrebbe potuto opporsi davanti al si del giocatore per il trasferimento. 

Alla fine però, pur trovandoci in un mondo come quello del calcio in cui tutto può avvenire, è arrivata la lieta notizia: Barrientos ha incontrato il Presidente Pulvirenti, ha parlato con lui, si è sfogato e forse anche scontrato, ma poi è arrivato l'abbraccio, una manifestazione d'affetto e di gratitudine per l'opportunità che gli è stata data dopo il lungo calvario vissuto e la decisione di rimanere a Catania. C'è stata quindi la classica eccezione che conferma la regola, perché se da un lato nel calcio non si può mai dare nulla per scontato dall'altro in qualche caso è prevalso un pessimismo forse eccessivo per l'eventuale addio del Pitu. È vero, dai suoi piedi quest'anno partiranno probabilmente le azioni più significative di ogni gara che giocherà, e questo lo si è visto anche nel match d'esordio contro la Fiorentina, dove oltre a segnare è stato il protagonista assoluto in fase d'impostazione. 

D'altra parte però, anche se fosse partito, di certo la campagna acquisti del Catania non sarebbe stata fallimentare perché sono arrivati dei colpi che magari non sono stati recepiti bene. Peruzzi è stato cercato persino dal Manchester City e solo perché veniva da un infortunio rivelatosi poi meno grave del previsto non è andato a giocare in un club che già disputa le Coppe Europee. Il Catania però ci ha creduto e probabilmente ha fatto bene, perché il terzino ex Velez dovrebbe già tornare in campo tra meno di due mesi, senza ricorrere ad alcun intervento chirurgico. Passino le sacrosante critiche tattiche indirizzate a Monzon, che comunque non può essere quello visto nelle prime due giornate di campionato e che in ogni caso adesso avrà tutto il tempo di ambientarsi e trovare la condizione ideale grazie all'arrivo di Biraghi. In linea mediana poi il colpo è senz'altro quello che ha portato il Catania a prendere Plasil, senza dimenticare che un centrocampo composto da Izco, Almiron, Tachtsidis, Freire e Guarente può garantire a Maran sia una certa duttilità tattica che la possibilità di dare sempre un volto nuovo alla fase nevralgica del gioco

Che dire poi dell'attacco, chi può permettersi una fase offensiva composta da Leto, Castro, Barrientos, Bergessio e all'occorrenza Maxi Lopez? Di sicuro dopo le classiche sette sorelle è quasi impossibile trovare una squadra che abbia tanta quantità accostata ad altrettanta qualità e anche se fosse partito Barrientos a giudizio di chi vi scrive non sarebbe stato un dramma incalcolabile. Sarebbe stata una pesante perdita, quello si, ma da qui ad immaginare già la retrocessione in serie B dopo due sole giornate e (d'accordo) altrettante sconfitte con due squadre considerate sicuramente da alta classifica ce ne passa. Nessuno vuole fare la morale, per carità, ma se vogliamo il bene di questa squadra forse è meglio attendere un pò prima di dare giudizi affrettati. E' bene forse porsi innanzitutto qualche domanda, partendo dalla valutazione del mercato del Catania, che malgrado le partenze di Marchese, Lodi e Gomez è davvero difficile da considerare insufficiente per i colpi di mercato messi a segno. 

Non lasciamoci abbattere dai giudizi affrettati di una piccola parte della critica, nè dobbiamo preoccuparci se non tutto è iniziato come si sognava. E' ancora troppo presto e i 'no' della società rossazzurra alle offerte per Spolli e Bergessio potrebbero bastare per farci capire che in casa Catania non c'è alcuna voglia di smobilitare. Ricordiamoci qual è l'obiettivo primario al quale si deve ambire, mantenendo ovviamente la speranza di non dover soffrire per raggiungere la salvezza e il sogno di poter ambire a qualcosa di più. Si è partiti male, qualcuno lamenta le troppe operazioni di mercato, ma tanti anni di serie A consecutivi spingono ad avere un pò di fiducia in chi finora ha fatto ciò che ci ha regalato tante soddisfazioni. Ci sarà tempo per dare giudizi obiettivi, anche se a chi vi scrive il mercato della società rossazzurra non è dispiaciuto affatto, anzi! Un pò di pazienza su, permettiamo a chi di dovere di trovare 'l'amalgama'...i conti si fanno alla fine!