Commenta per primo

Malù, Zé Maria & Di Pierro? Parafrasando Ligabue, verrebbe da dire Quelli tra speranza e� scetticismo. Un dato è inconfutabile. La conferenza stampa di stamattina non è stata affatto noiosa, non sono mancati gli spunti interessanti così come quelli di critica. Lo spessore mediatico di Malù, la simpatia, mista all'essere guascone, del tecnico Zé Maria e le puntualizzazioni (con tanto di numeri) di Maurizio Ferrara non sono passate inosservate, fornendo diverse indicazioni.
A distanza di un mese e mezzo dalla conferenza stampa dell'addio mai consumato di Antonio Aiello (datata 9 luglio), la sede di via Baarlam (finalmente ridotata di luce e telefono) ha riaperto i battenti al pubblico� pardòn ai cronisti. Una mattinata nel corso della quale le parole maggiormente utilizzate sono state: sfida, scommessa e� speranza.
Perché qui?
La sfida, manco a dirlo, è quella del duo Malù-Zé Maria che, unitamente a Filippo Vito Di Pierro (qualcosa in più di un semplice allenatore in seconda), hanno mostrato il piglio di chi vuol vincere lo scetticismo.
Piuttosto deciso è apparso il neo tecnico giallorosso: "Perché sono qui? Sono venuto perché credo che ci siano le prospettive per un progetto serio. Non sono qui per suicidarmi ma per far bene. Quella di Catanzaro la considero una sfida da vincere per riportare la squadra nelle categorie che merita. Un'idea sull'organico? Devo ancora conoscere bene i ragazzi. E poi, domenica già si gioca. Per cui, in questi giorni, bisogna lavorare sul materiale umano a disposizione'. ''Il modulo tattico? E' ancora presto - ha aggiunto -. Sono un brasiliano, quindi, prediligo il gioco d'attacco, ma allo stesso tempo sono cresciuto tatticamente in Italia. Tra un paio di settimane, non appena l'organico sarà definito in ogni ruolo, potremmo parlare del calcio che voglio e che ho in mente. Cosa mi aspetto domenica? Voglio vedere in campo gente motivata. Qualcosina l'ho già intravista nel corso del primo allenamento. Inizialmente, nello spogliatoio,ho trovato giocatori un po' giù di tono. Poi, in campo, pian pianino, s'è creato dell'entusiasmo. Si sa, un nuovo allenatore porta sempre nuovi stimoli. In vista di domenica, dobbiamo lavorare in questo senso. Voglio gente motivata al 110%'.
'Cavalli non ciucci'
Sulla stessa lunghezza d'onda il ds Malù: "Non punto ai nomi. Io voglio portare qui cavalli non ciucci. Poi valuterà il tecnico. Preferisco un giocatore meno bravo ma motivato. Ci sono calciatori capaci che sono disoccupati e che lo saranno anche dopo il 31 agosto. I casi legati a Di Maio e Mosciaro? Inizierò ad occuparmene da oggi. Domenica comunque, va detto, sarà in campo una squadra in emergenza". Insomma, un avviso ai naviganti il ds lo ha già lanciato per poi sottolineare: "Non arriveranno solo giocatori di colore. I tre elementi che si sono aggregati sono in prova e saranno valutati. La Lega Pro non è un salto nel buio. Di elementi ce ne sono tanti e la piazza di Catanzaro ha ancora un appeal".
Dalla sfida, quindi, alla vera e propria scommessa con Zé Maria e Malù alla loro prima esperienza in una società professionistica italiana con un ruolo di grande responsabilità. Per il ds, Catanzaro potrebbe far rimare con consacrazione. Però, occorre far bene e di questo ne è cosciente. "Sono in Italia da 32 anni - ha spiegato - tant'è che ricordo benissimo il Catanzaro di Palanca. Perché ho scelto Catanzaro? Io sono un africano un passionale preferisco le piazze passionali. E questa lo è. E poi, c'è la voglia di affermarsi in un ambiente importante"..
Si lavora per costruire una solida base economica
A chi gli chiedeva se accettare Catanzaro con questa situazione societaria non fosse una scommessa sin troppo rischiosa ha così risposto:
"Io mi occupo di faccende sportive ma capisco che sono strettamente collegate con l'aspetto societario perché servono le condizioni minime per svolgere calcio dignitosamente. Se ho trovato queste condizioni a Catanzaro? Sono qui da 48 ore, ma la situazione non mi spaventa. Ho iniziato a fare calcio in Congo in piena guerra civile. Credetemi, nelle difficoltà emergono le qualità'.
Poi, un piccolo (e positivo) colpo di scena con una notizia rivelata dallo stesso Malù che serve quantomeno dare un barlume di speranza: "Si sta lavorando per costruire una base economica ma ora non posso dire nulla. La presenza del sottoscritto e di Zé Maria servirà a portare freschezza in seno alla società. L'avvocato Cellini è stato uno degli artefici dell'operazione e lo ringrazio, mentre Francesco Salerno si sta prodigando per portare degli sponsor. Quando sarà il momento, nel corso di una conferenza stampa (probabilmente entro metà settembre, ndr), verranno ufficializzati dei movimenti che riguardano l'assetto della società. Nel calcio, del resto, esiste anche un aspetto non sportivo, dove ci si muove sottotraccia�".
Ferrara: ''Conti da risanare ma sono migliori dello scorso anno"
Una tesi avallata seppur con più cautela da Maurizio Ferrara: ''Magari l'arrivo di Malù e Zé Maria risolvesse anche i problemi societari� ma non è proprio così. La necessità, oltre a fare un campionato dignitoso, è normalizzare l'organizzazione societario e iniziare a risanare il bilancio. Non è facile trovare nuovi soci. Se arrivassero oggi acquisirebbero solo debiti. Zé Maria e Malù? Sono anche una scelta di immagine ma non di facciata e nel calcio è importante. Ricostruendo l'immagine del Catanzaro sarà possibile attirare anche investitori'.
Il tutto prima di una rivelazione sullo stato di salute dell'Fc: "Rispetto ad un anno fa, il Catanzaro sta meglio. Proprio così. La situazione debitoria è migliore. Due milioni e settecento mila euro era il passivo certificato l'anno scorso, tuttavia, con un monte ingaggi di un milione e seicentomila euro! Questa non è una operazione di facciata, quella dell'anno scorso lo era stata. Infatti, erano stati stipulati contratti sin troppo onerosi rispetto alla disponibilità che era zero euro! Nelle aziende bisogna dotarsi e rispettare un budget, cosa che non era accaduto. Il progetto attuale, invece, ha concretezza".