Commenta per primo

La Juventus 2010-11, grande con le grandi e piccola con le piccole, sabato si appresta ad affrontare il Milan, in una sfida forse decisiva per le residue speranze bianconere di restare in corsa per il quarto posto. Dopo una vittoria e un pareggio con l'Inter e dopo il successo all'andata sul Milan, la squadra di Luigi Del Neri gioca l'ultimo match stagionale con le milanesi, per uscire dalla crisi innescata dalle sconfitte con Lecce e Bologna.

Del match dell'Olimpico, e del momento difficile della Juventus, ai microfoni di Calciomercato.com parla il grande ex Franco Causio, sei scudetti, una Coppa Uefa e una Coppa Italia con la maglia bianconera fra il 1970 e il 1981.

La crisi attuale della Juventus ha origine in alcune scelte sbagliate in sede di mercato?
"L'attuale dirigenza ha preso tanti giocatori e non tutto è da buttare. Ecco, forse sono stati presi tanti doppioni sugli esterni. Comunque c'è ancora una parte importante della stagione da giocare. Poi ci sarà bisogno di acquistare un paio di campioni, pochi acquisti ma in grado di fare davvero la differenza e consentire alla squadra di fare un salto di qualità".

Del Neri ha delle colpe?
"E' stato sfortunato a causa dei tanti infortuni che hanno colpito la rosa, ma qualcosa forse ha sbagliato anche lui. Ad esempio, per stare alle ultime settimane, non avrei spostato Chiellini a sinistra. Io l'avrei lasciato al centro".

L'obiettivo della qualificazione alla Champions è ancora raggiungibile?
"Non so, dipende. Se la Juventus riuscisse a infilare un filotto di tre o quattro successi consecutivi, ce la potrebbe fare. Ma non è semplice, anche perché davanti ci sono tante squadre. Ecco, la partita di sabato con il Milan rappresenta uno scoglio importante. Una vittoria potrebbe ridare fiducia all'ambiente e potrebbe dare la spinta determinante per un buon finale di campionato".

Un suo ricordo di uno Juventus-Milan sul campo?
"A Torino mi ricordo il primo Juve-Milan che ho giocato, nel 1970-71. Perdemmo 2-0. Il nostro allenatore, il povero Picchi, mi mandò in campo a 10' dalla fine e mi disse: 'Vai in campo e non esci più'. Aveva ragione, restai titolare per dieci anni. A San Siro invece mi ricordo la nostra vittoria per 4-1 della stagione successiva, il 1971-72".

Concludiamo parlando di Del Piero, che settimana scorsa ha annunciato pubblicamente di essere disposto a firmare anche in bianco il suo rinnovo di contratto con la Juventus, un'uscita che ha fatto piacere ai tifosi, ma che forse
ha spiazzato un po' la società. Cosa pensa di questa vicenda?

"Premesso che Del Piero è un grande giocatore, al quale bisogna dire solo grazie, e che il connubio fra lui e la Juventus è inscindibile, detto questo, bisogna dire che la questione relativa al rinnovo del contratto poteva essere gestita un po' meglio, da entrambe le parti. Al momento, lui ha dichiarato il suo amore, ora dipende dalla società".

I rinnovi di contratto all'epoca di Boniperti erano un po' diversi...
"Era il calcio ad essere completamente diverso. Non c'era la legge Bosman, il cartellino era di proprietà della società. I calciatori avevano molta meno voce in capitolo".