Nel primo appuntamento della nuova stagione, è difficile trovare un solo protagonista dell'ultimo week end di calcio con cui prendersela in particolare. Ecco perchè il "Ce l'ho con..." di oggi è dedicato, in egual misura, a Carlo Ancelotti, Luciano Spalletti ed Eusebio Di Francesco. Così, volutamente in questo ordine, secondo la mia personalissima griglia delle squadre che sulla carta dovrebbero contendersi il ruolo di anti-Juventus nel corso del campionato. Il problema, e queste prime tre partite agostante sembrano rappresentare già una conferma, è che una anti-Juve oggi non c'è e forse non ci sarà mai.

NAPOLI FRAGILE - Troppo più forte, a livello di organico e di tenuta mentale, la formazione di Massimiliano Allegri, l'unica in grado di fare bottino pieno di punti al netto di tre prestazioni tutt'altro che memorabili. Ma un motivo ci sarà se tra le big la squadra campione d'Italia riesce sempre e comunque a trovare il modo di sfangarla, mentre le altre perdono già terreno, inciampando nei primi ostacoli di una certa pericolosità. Impressionante per le proporzioni il tracollo del nuovo Napoli al cospetto dei blucerchiati di un super Quagliarella, soprattutto per la fragilità difensiva manifestata una volta di più dopo i campanelli d'allarme delle amichevoli estive e delle prime due uscite ufficiali con Lazio e Milan. E pensare che la squadra lasciata in eredità da Sarri ha perso solo un vero elemento di spicco (Jorginho) e che la preparazione sia stata svolta ancora una volta "alla vecchia maniera", evitandosi dispendiose trasferte in giro per il mondo.

INTER SENZA IDEE - Una programmazione dalla quale ha preso spunto anche l'Inter, rafforzata sul mercato dall'arrivo di giocatori giovani e di talento come Lautaro Martinez, Politano e Keita e soprattutto da puntelli di spessore come de Vrij, Asamoah e Nainggolan. Ma anche in questo caso, le gambe dei nerazzurri non solo non girano ancora a mille (e questo ci può stare a inizio settembre e con una Champions che torna in agenda), ma non vanno neanche al 50% del potenziale. Una prestazione scialba col Sassuolo e annessa sconfitta alla prima, una partita durata solo 45 minuti col Torino e altri due punti buttati, prima dell'exploit di Bologna, arrivato solo nel finale e dopo un'altra esibizione tutt'altro che memorabile. Il ritardo dalla Juve è già di 5 lunghezze e quello che più inquieta è che, senza Nainggolan nel motore, questa Inter non abbia ancora nemmeno un principio di identità di gioco.

ROMA SULLE GAMBE - Chiude questo ideale podio delle deluse la rinnovata Roma di Di Francesco, finito ben presto nel vortice delle polemiche e in quel giochino per cui quello che hai fatto (e bene) nel recente passato viene presto dimenticato. La grande cavalcata giallorossa in Champions League è ancora viva nelle menti di tutti, ma anche il tecnico abruzzese sa di doversi "dare una mossa" per raccogliere i cocci del ko in extremis sul campo del Milan e fare tesoro di quello che non ha funzionato a San Siro e prima di San Siro per tornare in carreggiata. Squadra sulle gambe, ancora troppe incognite tattiche, la posizione di Pastore che inizia a essere un vero enigma e una difesa che, complice anche le insicurezze di Olsen (ad oggi sostituto troppo lontano dal valore del predecessore Alisson), concede troppo.

Napoli, Inter e Roma: siamo solo ai primi di settembre, ma una anti-Juve sembra non esserci, o forse non c'è mai stata.