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La stagione è appena cominciata, eppure Gian Piero Gasperini ne ha già per tutti. Per gli arbitri, colpevoli a suo dire di aver penalizzato l'Atalanta nelle partite contro Bologna e Fiorentina - ma evocando allo stesso tempo il sospetto che gli episodi vadano sempre in una direzione - e, in maniera meno esplicita (ma non per questo meno diretta) per la società in relazione ad alcune scelte di mercato compiute in epoca recente. Un copione già visto e rivisto e, che come tale, alla lunga diventa monotono e poco interessante.

GIUDIZI DI PARTE - Se la forma è importante, la sostanza lo è ancora di più e le continue lamentele sull'operato di alcuni direttori di gara e la lettura che Gasperini ha voluto dare delle situazioni più controverse del match perso sabato scorso contro la Fiorentina non sono state supportate da alcuna moviola. Perfetto l'intervento del Var in merito all'annullamento del gol di Djimsiti per la posizione di fuorigioco di Zapata, così come si sono rivelate corrette le decisioni dell'arbitro Marini sui tre rigori accordati nel corso della partita. Un giudizio pressoché unanime, perché basato sul regolamento, che non sarà perfetto ma che - quando fa comodo - viene utilizzato dall'allenatore di turno per giustificare un cattivo risultato. Tutto da dimostrare è poi che queste situazioni si siano ripetute nel tempo e che davvero l'Atalanta risulti come una delle società più penalizzate dalle scelte dei direttori di gara.
ATTACCO AL MERCATO - Settimana scorsa è toccato agli attaccanti, oggi il focus è caduto su Miranchuk, da giudicare in base alle aspettative e "oggi non trascinante" per il suo allenatore. Quello del mercato sembra essere da tempo un altro nervo scoperto di Gasperini, forse quello che maggiormente lo sta agitando in questo primo scorcio di stagione. Non ha nascosto l'allenatore nerazzurro - che ha perso Lammers senza opporre grande resistenza e ha ricevuto in cambio il ritorno del promettente Piccoli - che si sarebbe aspettato un intervento di peso per cambiare qualcosa nel reparto offensivo. Zapata, sedotto e abbandonato dall'Inter, e Muriel rimangono tuttora le due punte di riferimento, ma evidentemente non bastano più al tecnico di Grugliasco. Le pressioni e le attese nei confronti dell'Atalanta sono indubbiamente cresciute nel corso degli ultimi anni: merito degli strepitosi risultati arrivati anche grazie al lavoro di Gasperini. Che, invece di rilanciare le ambizioni, sembra voler sfuggire al ruolo di sorpresa del campionato, mettendo in atto una tattica precisa. Nota e arcinota e che alla lunga stanca.