Ha perso nettamente il duello a distanza con Spalletti e fallito col suo Milan l'ennesima occasione di dare una spallata alla concorrenza e certificare la riscoperta di una mentalità da grande squadra. Pur non essendo il maggiore responsabile della debacle nel derby, Gennaro Gattuso è finito inevitabilmente sul banco degli imputati per l'approccio molle dei suoi giocatori alla partita e per l'incapacità di rispondere almeno per tutto il primo tempo alla mossa tattica a sorpresa del suo avversario, con Vecino a fare da guastatore tra le linee. E ora, con una sosta di due settimane nella quale diversi rossoneri risponderanno alla chiamata delle rispettive nazionali, arriva il difficile: ritemprare lo spirito di un gruppo incapace di fare il salto di qualità e che per la prima volta da un po' di tempo a questa parte ha peccato di superbia e presunzione. 

SERVE UNA SVOLTA - Il lavoro psicologico in vista della trasferta di Genova contro la Sampdoria sarà importante, ma a 10 giornate dalla fine del campionato e con una volata per i posti Champions ancora apertissima Gattuso è chiamato a dare qualcosa di più. Anche sotto l'aspetto tattico. Il suo 4-3-3 non rappresenta più da tempo un elemento di novità e, alla luce del rientro di pedine importanti come Biglia e Conti e del cattivo stato di forma di alcuni interpreti, su tutti Suso, il tecnico rossonero si trova ora nella condizione di dover centellinare al meglio gli sforzi per l'ultima parte di stagione, quella più importante, quella nella quale è giunto il momento di raccogliere dopo aver seminato. A centrocampo, per esempio, pur riconoscendo l'aurea di intoccabilità che aleggia attorno al terzetto Kessie-Bakayoko-Paquetà, la freschezza e la qualità di Biglia possono tornare estremamente utili, consentendo magari all'ivoriano (uno dei più spremuti da inizio anno) di rifiatare di tanto in tanto per arrivare al rush finale con brillantezza.

LIBERATE PAQUETA' - L'impiego dell'argentino può essere inquadrato anche nell'ottica di un cambio di sistema di gioco di cui si sono colte le prime tracce nel corso del derby: il passaggio a un 4-2-3-1 che preveda maggiore libertà d'azione e un conseguente sgravo da compiti difensivi per Paquetà, uno dei due acquisti di gennaio che hanno ridisegnato il Milan e lo hanno rilanciato a livello di risultati. Ma soprattutto l'uomo più indicato per accompagnare l'azione di un attaccante come Piatek, che nelle ultime uscite ha accusato maggiormente l'assenza di rifornimenti e che ha bisogno di chi sappia sfruttare al meglio la sua capacità di attaccare la profondità. Così come l'ingresso in pianta stabile di Bakayoko nell'undici iniziale, da novembre in avanti, ha rappresentato un elemento di svolta nel Milan di questa stagione, Gattuso è chiamato nuovamente a mettere mano al suo giocattolo. E dimostrare di essere stato il primo ad aver assorbito il colpo del derby e di avere la capacità di ribaltare una situazione tornata a suo sfavore. Con un colpo di coda da grande allenatore, perchè il difficile viene ora ed è quando il gioco si fa duro che i duri iniziare a giocare.