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A questo punto, è quasi irrilevante come si concluderà la vicenda che ha avuto come protagonisti i milanisti Franck Kessie e Tiemoué Baakyoko. L'esibizione della maglia di Acerbi dopo la vittoria contro la Lazio ha sollevato un vero e proprio vespaio, nel quale hanno deciso di mettere le mani proprio tutti. Finchè intervengono addetti ai lavori, tifosi più o meno vip, persino sottosegretari allo sport in libera uscita, possiamo chiudere un occhio e tapparci le orecchie. Ma se il presidente della FIGC Gabriele Gravina esce allo scoperto e, in barba al ruolo che rappresenta e alle norme che dovrebbe preservare, si prende la briga di "indirizzare" i provvedimenti da prendere nei confronti dei due rossoneri, allora non ci stiamo più.

DECISIONE INDIRIZZATA - Sull'argomento si è ormai detto tutto e il contrario di tutto. Non c'è nulla da salvare del post-gara di Milan-Lazio, perché se il gesto di scherno di Kessie e Bakayoko è particolarmente sgradevole in quanto contrario a ogni principio sportivo, anche la gazzarra innescata dal comportamento di alcuni calciatori di Simone Inzaghi è altrettanto riprovevole (per non parlare dei presunti insulti proferiti da Lucas Leiva all'addetto stampa rossonero Allevi). In tal senso, risulterà decisivo il lavoro di ricostruzione dei fatti da parte degli ispettori di Lega, mentre sul comportamento assunto dai due milanisti a fine partita potrebbe risultare decisiva la prova tv. Fin qui tutto perfetto, un po' meno il clima creato dalle frasi di Giorgetti prima e Gravina poi che rischia di essere una variabile impazzita.

BAGARRE CHAMPIONS - E' particolarmente grave che, in una fase così delicata del campionato e con una corsa agli ultimi posti Champions che possono condizionare in maniera decisiva le strategie economiche future dei club coinvolti, la più importante carica istituzionale del calcio italiano abbandoni i panni della figura super partes per invocare seri provvedimenti contro due tesserati. Il compito di indagare e di sanzionare appartiene alla Procura Federale e al Giudice Sportivo, il cui lavoro dovrebbe essere svolto all'insegna dell'indipendenza e libera da ogni tipo di condizionamento politico e ambientale. Comunque andrà a finire, nulla potrà arrestare il flusso di polemiche scatenato da un pronunciamento favorevole o avverso a Kessie e Bakayoko. Gravina si è espresso e niente sarà più come prima.