Claudio Lotito ha sbagliato e probabilmente ne è consapevole. Il presidente della Lazio è da sempre un osso duro quando si tratta di cedere i suoi migliori calciatori al miglior offerente; raramente il prezzo si discosta dalle sue richieste di partenza, ma questa volta, con Luis Alberto e Milinkovic-Savic qualcosa non ha funzionato. Storie diverse, situazioni ambientali e di contorno differenti, ma un comune denominatore: la delusione per la mancata qualificazione in Champions League avrebbe dovuto imporre scelte drastiche, tra cui la cessione di due dei pilastri della passata stagione.

COPIE SBIADITE - Le sirene del mercato avevano suonato forti e chiare, con la Spagna e il Siviglia che avevano insinuato il dubbio nella testa di Luis Alberto sull'opportunità di tornare a casa. Le big europee, Paris Saint Germain in testa, e il Milan hanno bussato alla porta del numero uno biancoceleste per il centrocampista serbo, considerato da molti addetti ai lavori come il "nuovo Pogba". Ma, esattamente come l'ex asso della Juventus, la valutazione ha subito un'immediata impennata che ha finito per allontanare tutte le pretendenti, privando così la Lazio delle risorse per allestire una rosa più profonda e competitiva. Perchè il Luis Alberto e il Milinkovic-Savic ammirati in questo primo scorcio di stagione sono le controfigure dei giocatori ammirati nella passata stagione, le copie sbiadite di due potenziali campioni in grado di decidere da soli le partite.
IL TIFO NON CI STA PIU' - Prestazioni troppo sottotono per passare inosservate e finite nel mirino anche di una parte del tifo, che ieri ha mostrato i primi tangibili segnali di insofferenza, con gli striscioni esposti a Ponte Milvio contro i due calciatori. La prima spia di un distacco tra le parti figlio di un atteggiamento in campo che inizia ad essere mal sopportato; dai mal di pancia di Luis Alberto, auto-esclusosi dalla trasferta di Francoforte in Europa League per un presunto problema fisico non confermato dallo staff medico, all'indolenza di un Milinkovic-Savic che non riesce più a essere decisivo e che anzi risulta tra i peggiori in campo. Se la Lazio non decolla, la colpa è di Lotito.