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La grana Paquetá è letteralmente deflagrata in casa Milan e rischia di fare da apripista alle situazioni molto simili di Piatek e Suso. Il club rossonero ha palesato in maniera piuttosto chiara di non contare più su questi tre giocatori, ma a una settimana dalla chiusura del mercato il pericolo di non riuscire a risolvere tre situazioni potenzialmente esplosive per lo spogliatoio è alto. Colpa di una strategia della dirigenza milanista che non convince.

CON LE SPALLE AL MURO - Una scelta di intransigenza - solo cessioni a titolo definitivo e alle proprie condizioni - portata avanti fino all'ultimo, che non convince del tutto soprattutto nel caso del giocatore brasiliano. Con Giampaolo prima e Pioli poi, la scintilla non è mai scattata, ma la decisione di prescindere continuamente dalle qualità dell'ex Flamengo e di alimentare il suo malcontento sta mettendo Maldini e Boban con le spalle al muro. L'autoesclusione di Paquetá dalla partita di Brescia, avallata dall'allenatore, somiglia tanto a un'ammissione di colpevolezza. Con l'aggravante che, esclusa un'offerta decisamente al ribasso del Paris Saint-Germain, non esistono interessi concreti per un calciatore pagato 35 milioni di euro più bonus.
PRESTITO, PERCHE' NO? - Ecco che la tanto temuta formula del prestito, sin qui rigettata per tutti i giocatori in uscita in quanto non creerebbe il tesoretto necessario per colmare il vuoto lasciato dalle loro partenze, può diventare l'unica via di uscita per non deprezzare un importante investimento di un solo anno fa. Un caso pressoché analogo a quello di Piatek, passato dallo status di rivelazione e cannoniere a ripetizione a riserva di lusso, un altro lusso da 35 milioni di euro che il Milan attuale non può permettersi. Le proposte di prestito arrivate sul tavolo della dirigenza nei giorni scorsi sono state prontamente rispedite ai mittenti, ma le parole rilasciate dal padre del polacco sulla sua insoddisfazione rischiano di rimettere tutto in discussione. E così vale per Suso, che ha chiesto di cambiare aria ma non ha tuttora portato un'offerta ritenuta congrua.

LA GIUSTA STRATEGIA - Eppure, continuare a confinare in panchina e concedere sempre meno spazio a tre calciatori che fino a poco tempo fa erano ritenuti centrali nel progetto targato Elliott, non può far altro che produrre l'effetto di deprezzare in maniera vertiginosa il valore di mercato di Paquetà, Piatek e Suso. Una cessione temporanea, per quanto priverebbe Pioli di tre alternative di valore nella complicata rincorsa a un posto in Europa nella prossima stagione, avrebbe il pregio di creare le condizioni ideali per tre asset del club di ritrovarsi, di generarsi in un ambiente meno ostile e garantire tra qualche mese al Milan la possibilità di passare all'incasso. Gli esempi non mancano, ma Maldini e Boban sono intenzionati a tirare dritto per la loro strada. Col pericolo forte di bruciarsi un'altra volta.