Come se non bastasse il caos generato dalle ultime evoluzioni del caso Icardi, con la scelta drastica del club di privarlo della fascia di capitano e il suo forfait per la trasferta di Europa League di Vienna, sono arrivate sull'argomento anche le pesanti parole dell'ex patron Massimo Moratti. Frasi tutt'altro che banali, perché pronunciate da una persona che, anche a distanza, continua ad essere considerato un punto di riferimento al quale affidarsi per avere consigli sul mondo Inter. E perché, nel merito, la sua presa di posizione molto critica circa le recenti strategie societarie ha fornito un prezioso assist a Icardi e al suo ingombrante entourage.

TUTTI CONTRO MAROTTA - Parlare di decisioni inutili ed evidenziare in negativo la mediaticità assunta dalla vicenda rischia ulteriormente di deligittimare il difficile lavoro messo in atto da Beppe Marotta per riportare la situazione a livelli di normalità. Come ha cercato di fare con Nainggolan prma e Perisic poi. Perché anche nell'immaginario colletivo dei tifosi, Moratti resta "il presidente" per antonomasia e non deve stupire se la conseguenza sia che una cassa di risonanza com'è oggi il mondo social abbia già iniziato a puntare il dito sull'operato dell'ex amministratore delegato della Juventus. La forma è importante, la sostanza lo é ancora di più e mettersi sempre e comunque dalla parte del calciatore è qualcosa che appartiene al background di Massimo Moratti. Nel bene, l'ex numero uno nerazzurro è stato sempre considerato una figura speciale, per la sua capacità di instaurare un rapporto che andasse oltre l'aspetto professionale, di essere una sorta di padre per i suoi giocatori.  SEMPRE CON I GIOCATORI - Un'umanità che in più di un'occasione è sfociata in atteggiamenti eccessivamente protettivi, anche in presenza di comportamenti poco rispettosi verso l'allenatore di turno e il resto del gruppo. Sulla gestione di campioni del calibro di Ronaldo, Vieri, Recoba e Adriano si potrebbero scrivere fiumi di inchiostro, con la sensazione che Moratti abbia dato complessivamente molto di più di quanto abbia ricevuto. Muovendosi controcorrente solamente in due circostanze e sbagliando in entrambi i casi: quando avallò il frettoloso parere tecnico di Hodgson su Roberto Carlos, ceduto a prezzi di saldo al Real Madrid, e quando preferì continuare a puntare su Hector Cuper e buttando dalla torre il Fenomeno Ronaldo. Oggi Moratti ha deciso di tornare alle origini e sposare la causa di Icardi che, pur di continuare ad essere il centro di gravità permanente dell'Inter, ha messo se stesso al di sopra di tutto. Del rispetto per i compagni, dell'allenatore e dei suoi dirigenti. Ma per Moratti questo sembra non contare.