Nel calcio esistono principalmente due categorie di portieri: quelli che parano il parabile ma che molto raramente fanno i miracoli e che talvolta commettono l'errore che costa il risultato e quelli che sanno andare oltre l'ordinario e ti regalano punti in classifica. La prima è decisamente quella più numerosa, della quale fanno parte anche buonissimi giocatori come il numero uno della Juventus Wojciech Szczesny, l'uomo chiamato a raccogliere la pesante eredità di Gianluigi Buffon. Se fino ad oggi il rendimento dell'ex Arsenal e Roma era passato quasi inosservato, visto il ruolino di marcia immacolato della squadra di Allegri, nello sciagurata serata di Champions League contro il Manchester United la sua prova è finita nel mirino della critica.

INSICURO - Nessun errore davvero evidente, ma nè in occasione della punizione di Mata nè della carambola che ha generato l'autorete decisiva di Alex Sandro il portiere polacco è apparso pienamente convincente. Poco reattivo e forse non perfettamente posizionato sulla conclusione dello spagnolo, incerto e troppo a ridosso della sua area di rigore al momento di affrontare l'insidioso tiro-cross di Young. Un'insicurezza di fondo, quella palesata soprattutto in occasione della seconda rete, evidenziata anche contro il Parma sul gol di Gervinho, che approfitta della marcatura soft di Bonucci e coglie Szczesny nella terra di mezzo, e contro il Genoa nella circostanza che propizia la rete di Bessa, con l'estremo difensore juventino ancora una volta troppo ancorato alla linea di porta.
ALTRO CHE DE GEA... - Episodi che hanno riacceso il dibattito interno sullo scarso utilizzo di Mattia Perin, arrivato teoricamente dal Genoa con i gradi di "secondo" ma per giocarsi la titolarità alla pari e relegato sin qui a soli 90 minuti in Serie A a Frosinone. Episodi che hanno riaperto le discussioni sulla decisione di affidarsi a un portiere che dagli addetti ai lavori non viene inserito nella classifica dei top a livello europeo dopo aver perso un fuoriclasse del calibro di Buffon. Un confronto che ad oggi e forse mai e poi mai potrà reggere, considerando il valore assoluto dell'ex guardiano della porta della Nazionale, ma un confronto che ieri ha visto uscire perdente il polacco anche col collega del Manchester United David de Gea. Lui sì una certezza assoluta, lui sì uno dei migliori del mondo e, al momento, un'occasione di mercato da valutare considerando che il suo contratto scade a giugno 2019 e la trattativa per il rinnovo procede molto a rilento.