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OL, Olympique Lione. Ma anche obiettivo leggenda. Perché ora il Lione non si pone limiti, alla faccia di chi - comprensibilmente - non dava scampo ai francesi, vittime della chiusura totale della Ligue 1 anche dopo la pandemia coronavirus. È la favola di Rudi Garcia, uscito dal letargo primaverile con i contorni dell'eroe: con il suo Lione ha deciso il destino di Maurizio Sarri ed è stato in grado di incartare il mago Guardiola. Un doppio, nobile scalpo che proietta l'OL nelle prime quattro del calcio europeo: ora, all'orizzonte, c'è il Bayern Monaco di Flick, avversario mercoledì alle 21.00. E per chi osa guardare un po' più in là, il profumo è quello della rivincita contro il Psg in un'eventuale finale.

RIVINCITA - Rivincita, sì. Come quella di Rudi Garcia, uscito vincitore dal doppio confronto con la Juve. Lui che la Juve l'aveva spesso punzecchiata ai tempi della Roma: un'avventura, quella giallorossa, iniziata nel 2013 e terminata nel gennaio 2016 con l'esonero. Un'avventura ricordata dal celebre gesto del violino, un'originale polemica contro i bianconeri e i presunti aiuti arbitrali. E così, nonostante cinque mesi di stop, il suo Lione si è tolto di dosso l'etichetta di Cenerentola di questa Champions e ha indossato il mantello da ammazzagrandi. "Come abbiamo battuto la Juve? Il nostro preparatore fisico è italiano - ha spiegato Garcia - abbiamo fatto due mesi di preparazione".
RIPRESA E SORPRESA - Ma i meriti del Lione non finiscono qui. C'è la classe di Aouar, faro del centrocampo e stella anche in chiave mercato. C'è il fosforo di Bruno Guimaraes, tra i migliori allo Stadium. Ci sono la corsa di Caqueret, gli strappi di Cornet e l'impredivibilità di Depay, tornato al top dall'infortunio che lo ha tenuto fuori a lungo. Un 3-5-2 che ha messo la museruola alle stelle di Juve e City: è la vittoria di Davide contro Golia, la rivincita del deluso Aulas. Perché a lungo, durante il lockdown, il presidente del Lione si era battuto con tutte le sue forze per far riprendere la Ligue 1: troppo ampio, a suo dire, il buco economico che avrebbe (e ha) generato lo stop del campionato. Poco male: la semifinale di Champions regala un palcoscenico di lusso ma anche una pioggia di milioni. E pensare che, rose alla mano (fonte transfermarkt), la squadra francese vale complessivamente 358,75 milioni. La Juve? 610,20. E il City? Oltre un miliardo. Sorprese e bellezze del calcio. Guai, ora, a chiamare ancora Cenerentola il Lione di Garcia...