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La Romagna è una terra sanguigna, di tradizioni radicate, dove la saggezza non sta sui libri ma nei proverbi e nei detti 'di una volta'; qui il bianco è bianco, il nero è nero e il grigio è grigio. Ne era uno strepitoso esempio lo storico presidente bianconero Edmeo Lugaresi, che tendeva sì ad avventurarsi in digressioni poco chiare, ma che non lasciava mai spazio a dubbi sul proprio generale punto di vista in positivo o in negativo. Il romagnolo, quello storico, è fatto così: poca acqua nel vino, come si suol dire. I tatticismi, i tira e molla, le mosse da trattativa non sono di certo nati qui. Sarà forse per questo che la querelle relativa al (mancato) rinnovo di Emanuele Giaccherini fa così tanto parlare. Giaccherini, pur nativo delle colline toscane, è un romagnolo d'adozione, essendo cresciuto e consacratosi con addosso i colori bianconeri; per questo ciò che la piazza si aspettava da lui, così come da ogni altro cesenate di nascita o honoris causa, era la ferma volontà di vivere il calcio che conta in riva al Savio, rendendo il rinnovo una pura formalità.

E invece il calcio ha altre regole, altre dinamiche e soprattutto altre figure, che nella tradizione di questi luoghi non trovano memoria storica né eccezionali simpatie: i procuratori. Figure professionali radicate ed imprescindibili del calcio moderno, i procuratori sono coloro che muovono per davvero i fili del calciomercato, con mestiere e astuzia a volte fuori dal comune; con questi presupposti è facile comprendere come in un contesto sociale in cui la stretta di mano è un impegno valido quanto il più blindato dei contratti, la figura del procuratore con annessi e connessi non goda di ampia popolarità. La situazione, poi, si fa ancora più delicata quando il procuratore stesso si presenta ai microfoni dei più svariati media extracesenati confessando l'attrazione del suo assistito per questa o l'altra maglia. Alla luce di queste constatazioni, non è difficile capire come mai Fulvio Valcareggi, agente di Giaccherini, non abbia conquistato le simpatie del pubblico cesenate; da mesi, infatti, rilascia dichiarazioni eufemisticamente poco eleganti nei confronti di Cesena e dei suoi tifosi, affermando che il suo assistito sarebbe perfetto per il modulo di Mazzarri al Napoli, o confessando senza mezzi termini di averlo proposto al ds Bigon.

Tattiche di mercato? Senza dubbio. Di dubbio, però, c'è un atteggiamento che non ha risparmiato neppure la scorsa finestra di mercato invernale, con il Cesena e Giaccherini stesso, in piena bagarre salvezza... Mi è difficile, in tutta onestà, aggiungere commenti personali a quelli che sono i fatti verificabili di questa poco simpatica vicenda; ciò che appare, comunque, evidente è che Giaccherini rischia di perdere l'affetto di molti tifosi per colpe probabilmente non sue. E' legittimo che il giocatore richieda delle garanzie tecniche ed economiche alla società, così come è legittimo che un ragazzo di 26 anni sia attratto da club più blasonati; non è però un manifesto per il rispetto di città e squadra che da 7 mesi qualcuno lo vesta idealmente sui media di altre maglie. Cesena e il Cesena hanno bisogno di Giaccherini; di acqua nel vino, al contrario, qui per tradizione non se ne mette.