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    Cessione Genoa, si sogna l'azionariato popolare. Ma Preziosi frena

    Cessione Genoa, si sogna l'azionariato popolare. Ma Preziosi frena

    • Marco Tripodi
    Man mano che le strade che portano ad una cessione del Genoa verso imprenditori diversi da Enrico Preziosi continuano a restringersi, un'idea si fa sempre più largo nella testa dei sostenitori del Grifone: quella dell'azionariato popolare.

    Imitando quella che in altri paesi, Spagna e Germania in primis, è da decenni una realtà consolidata, in tanti nella Genova rossoblù sognano di applicare anche qui il vecchio progetto ipotizzato da Pippo Spagnolo negli anni '70.

    A rispolverare la proposta, portandola a conoscenza dello stesso Preziosi, nelle scorse settimane è stato l'imprenditore Paolo Camponovo. Come spiega il Secolo XIX, per metterla in pratica servirebbero almeno diecimila tifosi disposti ad acquistare quote del club più antico d'Italia versando 50 euro al mese per diversi anni. In cambio i sottoscrittori riceverebbero una serie di sconti e benefit da aziende amiche che permetterebbero di rientrare dell'investimento.

    Così facendo il popolo rossoblù diverrebbe detentore del 60 percento della società, mentre il restante 40 rimarrebbe ad appannaggio di Preziosi. 

    Una strada che ripercorrerebbe in parte quanto avvenuto negli anni '70, all'epoca della presidenza di Renzo Fossati, quando 18mila tifosi contribuirono di tasca propria alla salvezza del club. 

    Oggi tuttavia, come lo stesso Preziosi ha avuto modo di spiegare ai promotori dell'iniziativa, tale opzione appare molto più difficile da attuare e l'imprenditore irpino non pare molto disposto ad assecondarla.

     

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