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Un affare tutt'altro che azzeccato cui si aggiunge un costo da oltre 90 mila euro.  È la storia dell'avventura cagliaritana di Damir Ceter, attaccante colombiano classe 1997 acquisito dalla società sarda durante la finestra invernale 2018 del calciomercato e fin qui autore di un'esperienza italiana dimenticabilissima. Cui si aggiunge lo smacco di una decisione avversa al Cagliari pronunciata il 18 giugno 2020 dal giudice unico della Dispute Resolution Chamber della Fifa, da cui è giunto l'ordine di pagare un premio di valorizzazione che invece il Cagliari riteneva di non dover versare. Ma vediamo i dettagli della vicenda.

FENOMENO MAI VISTO -  Il 22 gennaio 2018 il Cagliari Calcio ufficializza l'acquisizione dell'attaccante colombiano Damir Ceter. Le fonti stampa di allora riferiscono che a pressare per il suo acquisto sia Daniele Conti, impressionato dalla fisicità dell'attaccante. In quelle settimane più fonti riferiscono di una spesa di 3 milioni di euro. In realtà il bilancio del Cagliari al 30 giugno 2018 parla di una cifra nettamente inferiore: 1,2 milioni di euro. A questo dato dobbiamo attenerci.



All'arrivo in Sardegna l'attaccante viene presentato come il nuovo Duvan Zapata. Quanto a lui, proclama di ispirarsi a Radamel Falcao e Gonzalo Higuain. Troppa grazia. Perché, al di là dei modelli di riferimento, Ceter non si rivela all'altezza della Serie A. Il Cagliari gli regala sei presenze nella seconda parte della stagione 2017-18, poi prende a darlo via in prestito. Nel 2018-19 l'attaccante colombiano conduce la migliore stagione italiana con la maglia dell'Olbia: 35 presenze e 13 gol. Ma si tratta di Serie C e dal nuovo Zapata ci si aspetterebbe numeri più alti. Che non arrivano nella successiva stagione trascorsa in prestito con la maglia del Chievo, Serie B: 26 presenze e 2 gol. Nell'annata in corso Ceter è ancora in B per trascorrere un campionato in prestito a Pescara. Fin qui 3 presenze e 0 gol. Magari esploderà quando meno ce lo si aspetta. Per adesso rimane la certezza che l'affare sia stato realizzato soltanto dal club colombiano che lo ha ceduto, il Deportes Quindío. Quest'ultima è una società che merita tutta la nostra attenzione, dunque ce ne occuperemo nei prossimi giorni. E dal punto di vista del Cagliari la transazione pare limitarsi al rapporto col Deportes Quindío.
QUELL'ANNATA A SANTA FE'... – Ma la società sarda non tiene in considerazione i diritti acquisiti dell'Independiente Santa Fe, club della massima serie colombiana in cui Ceter trascorre una altrettanto non memorabile stagione (15 presenze e 2 gol) in prestito nel 2017, giusto prima di approdare in Sardegna. In ragione di questa annata intera disputata dal calciatore nei propri ranghi il club colombiano reclama che gli vengano pagati dal Cagliari i diritti di formazione. Dal canto suo la società rossoblu ritiene di non dovere nulla  all'Independiente, poiché la società titolare dei diritti economici di Ceter al momento della cessione è il Deportes Quindío. Su questa disputa parte una vertenza fra le due società. L'Independiente si rivolge alla Fifa che delega la decisione alla Dispute Resolution Chamber, presieduta in questa circostanza dal giudice unico Daan de Jong, olandese. Il principio al centro della disputa è quello per cui anche i club non titolari dei diritti economici, ma che abbiano contribuito alla formazione del calciatore, hanno diritto di essere ricompensati. E questo principio viene ribadito dalla decisione emessa lo scorso giugno: il Cagliari deve pagare all'Independiente Santa Fe una cifra di 89.506,85 euro più il 5% di interessi di mora a partire dal 5 marzo 2018 fino al giorno in cui avvenga l'effettivo pagamento.



Un dossier infelice per il Cagliari, quello dell'attaccante colombiano. Che peraltro ha un contratto valido fino al 30 giugno 2022. Auguri.

@pippoevai