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Allenamenti individuali e facoltativi. A cui aderiscono praticamente tutti. E non in serie A. Si è appena conclusa, infatti, la settimana di allenamenti di quella che potrebbe essere la prima società in Italia ad aver fatto nuovamente rotolare il pallone anche tra i dilettanti fino alla Scuola Calcio. Merito del Cit Turin, storica società di Torino che già da lunedì scorso ha riaperto le porte della propria struttura affinché tutti i suoi tesserati potessero tornare ad allenarsi: “Era paradossale che si potesse andare a correre nei parchi o giocare senza precauzioni, mentre la nostra attività in impianti adeguati restasse chiusa. Ho fondato un comitato spontaneo di presidenti su scala nazionale e abbiamo studiato il modo migliore per ripartire. Già le scuole sono chiuse, che almeno lo sport possa riaprire in sicurezza per tutti i bambini e i ragazzi, anche le famiglie ne hanno bisogno”.
COME FUNZIONA – Il Cit Turin ha aperto la via, poi da sabato in poi altre società ne hanno seguito l'esempio, a Torino e nel resto d'Italia. Come funziona? È semplice. Ogni campo viene diviso in aree delimitate e riservate a ogni singolo giocatore, da sei metri per ventiquattro o cinque per diciotto, con un campo a 11 e uno a 8 sono state così create ben 40 postazioni. I turni sono di un'ora, poi tra un allenamento e l'altro passa mezz'ora, non c'è mai incrocio tra chi partecipa a un turno e quello successivo. Ogni bambino, ragazzo o ragazza ha una propria sedia su cui lasciare il materiale personale, quello tecnico poi viene igienizzato. E ogni metà campo ha due o tre istruttori che seguono gli esercizi. “Io allenamenti del genere li programmerei anche a pieno regime, alla fine si è quasi persa l'importanza della formazione individuale a livello motorio o tecnico. E tutti si divertono per davvero”, conclude Frau.