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Ogni volta nelle domeniche al Bentegodi era sempre la stessa storia: lo speaker dello stadio cominciava a chiamare i nomi dei giocatori dell'Hellas pronti a scendere in campo e quando toccava a lui, a quel brasiliano atipico con il 10 sulle spalle, la curva gialloblu si scatenava con il consueto "Maaartins 'tira la bomba' Adaiiilttooon!". Già, perché il nativo di Santiago de Rio Grande do Sul è stato per sette anni l'idolo indiscusso dei butei veronesi.

L'IDOLO ZICO, IL MONDIALE UNDER 20 E I PARAGONI SCOMODI - Adailton Martins Bolzan comincia a giocare in patria all'età di quattordici anni: seconda punta, trequartista o esterno alto di centrocampo, a malincuore, il brasiliano era dotato di una classe sopraffina e di un tiro al fulmicotone, che lo ha reso per tutta la carriera uno specialista dei calci piazzati. Adailton ha sempre avuto il mito di Zico, al quale ha più volte dichiarato di ispirarsi e del quale ha in un certo senso ripercorso le orme, visto che ha disputato la parte migliore dei suoi anni calcistici in una città a pochi chilometri dal Udine. Dopo tre stagioni in Sud America, tra Juventude e Guarani, disputa un ottimo Mondiale Under 20 con il Brasile, laureandosi capocannoniere e vincendo il premio di miglior giocatore. I giornalisti dell'epoca lo notano e lo esaltano, paragonandolo a Ronaldo e Romario.

ANCELOTTI LO PREFERISCE A CHIESA MA PARMA E PSG... - Il Parma di Calisto Tanzi, sempre attento alle occasioni oltre oceano visto la presenza della Parmalat in Brasile, non se lo fa sfuggire: rilevatolo in presito, lo lancia in Serie A, tanto che l'allora tecnico gialloblù Carlo Ancelotti lo preferisce spesso a Enrico Chiesa, per questioni tattiche. Nellle amichevoli estive Adailton segna con regolarità, ma durante l'anno delude, anche in seguito all'esplosione della coppia gol formata proprio da Chiesa ed Hernan Crespo, riuscendo tuttavia ad esordire in Champions League. Così, l'anno seguente si trasferisce sempre in prestito in Francia, al PSG, non riuscendo per limiti caratteriali a offrire il meglio di sè.

LA STORIA DELL'HELLAS VERONA E IL BRASILE SFIORATO - Ma saranno l'ombra dell'Arena e la città di Romeo e Giulietta ad offrirgli l'opportunità di sfondare nel calcio europeo: il Verona, appena promosso in Serie A, decide di puntar su di lui, e non sbaglia. Adailton diviene una vera e propria bandiera per i gialloblù, giocando per tre anni in Serie A e per quattro in Serie B, segnando in ogni stagione un numero maggiore di reti fino alle 15 del 2005/2006, ed arrivando a un passo dalla convocazione con la nazionale maggiore del Brasile, dopo i 10 gol in 4 presenze nell'Under 20. Nell'età d'oro di Malesani diviene il quarto miglior marcatore della storia dell'Hellas, realizzando 114 gol.

SUCCESSI E PROMOZIONI TRA GENOA E BOLOGNA - A malincuore lascia il Veneto a 30 anni compiuti, per trasferirsi prima al Genoa, dove riesce a ottenere un'altra promozione in Serie A, realizzando 11 reti in una stagione, e poi a Bologna, dove rimane per tre stagioni, conqusitando l'ennesima promozione nella massima serie, segnando contro Juventus e Inter e mettendo a segno la prima tripletta in Serie A. Chiude quindi l'esperienza in Italia, concludendo la carriera tra Romania, nel Vaslui, e Brasile, con il ritorno alla Juventude.

ADAILTON OGGI E QUELL'AMMIRAZIONE PER GASP... - Ma la sua esperienza in Italia gli rimane fortemente nel cuore, tanto che torna subito nel Belpaese: inizia a frequentare il corso per diventare allenatore e ottiene il patentino per allenare in Serie D, conquistando da vice la promozione in Serie C con la Virtus Verona, la terza squadra del capoluogo scaligero. Il suo desiderio è quello di proseguire il suo percorso lavorativo nel nostro paese, motivo per cui ha declinato le offerte che gli sono arrivate dalla Romania e dal Brasile. Non solo, ha sviluppato una vera e propria forma di "idolatria" nei confronti del tecnico dell'Atalanta Gian Piero Gasperini, che lo ha allenato nell'esperienza al Genoa: i due si sentono spesso e Adailton ne è fortemente ispirato, per la sua metodologia e per come valorizza i giovani, dando intensità nel gioco e senza paura di rischiare. Un ottimo modello: chissà se nel futuro potrà eguagliarne i risultati...

@AleDigio89