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"Allons enfants de la Patrie, le jour de gloire est arrivé!": in un giorno come questo, con la nazionale francese che torna in campo a Londra contro l'Inghilterra, in un Wembley illuminato dai colori della Francia, non possiamo fare altro che unirci simbolicamente al ricordo delle vittime dei terribili attentati terroristici di Parigi e ad una forte volontà di ripresa della normalità cantando anche noi la Marsigliese, come faranno le più di 70mila persone questa sera presenti a Londra per la partita. La libertà, l'uguaglianza e la fratellanza sono valori comuni, per i quali abbiamo lottato e combattuto, e che nessuno ci farà deporre con strategie di odio e terrore. Anche la rubrica "Che fine ha fatto?" vuole oggi ricordare e rendere omaggio ai colori francesi, e per farlo si concentra sui protagonisti della più grande vittoria sportiva transalpina nel calcio moderno, il trionfo nel Mondiale casalingo del 1998.

PROFETI IN PATRIA - Fu un torneo organizzato al meglio in 9 città francesi (Parigi, Marsiglia, Bordeaux, Lens, Lione, Montpellier, Nantes, Saint-Etienne e Tolosa), nel quale la nazionale di casa la fece subito da padrona: prima nel Gruppo C davanti a Danimarca, Sudafrica e Arabia Saudita, con tre vittorie, nove gol realizzati e solo uno subito, eliminò soffrendo il Paraguay agli ottavi, l'Italia ai rigori ai quarti dopo l'incredibile occasione capitata sui piedi di Roberto Baggio e la Croazia in semifinale, grazie alla splendida doppietta di Thuram. L'epilogo fu la trionfale finale dominata per 3-0 contro il Brasile a Saint Denis, grazie ad uno Zidane da fantascienza. L'undici che portò la Francia per la prima volta sul tetto del mondo era composto da Barthez in porta, Thuram, Leboeuf, Desailly e Lizarazu in difesa, Karembeu, Deschamps e Petit a centrocampo, Zidane e Djorkaeff dietro a Guivarc'h in attacco. Subentrarono in corsa Boghossian, Dugarry e Vieira, e in panchina c'era gente del calibro di Candela, PiresHenry e Trezeguet. Tecnico l'indimenticato e indimebticabile Aime Jacquet, in seguito direttore tecnico nazionale della FFF.

Vediamo dunque che fine hanno fatto uno per uno i componenti di quella storica rosa di 22 Galletti:


PORTIERI: 

Fabien Barthez:  famoso per la testa calva e per il bacio che Laurent Blanc gli stampava sul cranio prima di ogni partita, nel 1998 subì solamente due reti, dal danese Laudrup su rigore e dal croato Suker. Dopo aver fatt parte dello staff di Blanc come collaboratore tecnico per i portieri della nazionale transalpina, oggi, quarantaquattrenne, è un grande appassionato di corse automobilistiche e attualmente è impegnato come pilota del Team Sofrev-ASP nel campionato francese GT Tour.

Bernard Lama: storico portiere di origine guyanese del PSG, secondo al mondiale del 1998, dopo il ritiro è stato selezionatore della nazionale di calcio del Kenya per soli due mesi. Attualmente non ha incarichi nel mondo del calcio.

Lionel Charbonnier: dopo il trasferimento in Scozia e Svizzera e il ritiro, è diventato direttore generale prima della squadra della sua città natale, lo Stade Poitevin, poi dell'FC Sens. Infine ha scelto di diventare tecnico della nazionale di calcio under 20 di Tahiti, conducendola alla vittoria della Coppa di Oceania e  guadagnandosi così la partecipazione alla Coppa del Mondo di categoria. Attualmente collabora con Eurosport ed è dirigente dell'Atjeh United FC, squadra della Liga Primer Indonesia.


DIFENSORI: 

Lilian Thuram: 
dopo il trasferimento dalla Juve al Barcellona e il ritiro, si è impegnato in politica, è diventato scrittore ed ambasciatore Unicef nel mondo. Si è battuto per campagne in favore della lingua catalana e in favore dei giovani disagiati delle banlieue parigine. Ecco il suo commento, sempre spunto di riflessione, sui fatti di venerdì scorso: "Nel 1998 eravamo un esempio di integrazione, ma ne è passato di tempo. Da allora è cambiato molto, per esempio c'è stata una politica che è andata in tv per dire che la Francia è un paese di razza bianca e che è di religione cristiana. E questo cosa vuol dire? Che chi non è bianco e cattolico non è francese? La Le Pen? Ci porta alla violenza: quando crei divisioni nella tua comunità alla fine finisce sempre così. I giovani che ascoltano i discorsi con cui i terroristi fanno proseliti si sentono dire: vedete, non siete francesi per gli altri, lo sapete no?".

Laurent Blanc: intraprende subito la carriera di tecnico, che lo porta ad allenare Bordeaux, nazionale francese ed ora PSG. 

Marcel Desailly: si ritira dopo due stagioni in Qatar, attualmente risiede in Ghana dove ha fondato la Lizzy Sports Complex, una delle più prestigiose accademie calcistiche del continente africano. E' inoltre membro della Laureus Academy e dell'OrphanAid Africa Lifetime, progetti sociali dedicati ai bambini disagiati. Intanto si diverte nelle vesti di commentatore tecnico per network inglesi e francesi.

Vincent Candela: si ritira dopo qualche stagione tra Udinese, Siena e Messina. Risiede ancora a Roma, diventata la sua città adottiva, dove si diletta tra arte e scrittura. Ogni tanto è ospite di qualche programma televisivo sul pallone.

Bixente Lizarazu: una volta ritiratosi è volato in Brasile per praticare il jiu jitsu, un'arte marziale brasiliana, intraprendendo così una seconda vita sportiva, ora diventata un documentario televisivo in onda in Francia dal titolo "Frères de sport : Free fight au Brésil".

Franck Leboeuf: nel 2004 si trasferisce a Los Angeles negli Stati Uniti per intraprendere la via del cinema: diventa attore dopo aver frequentato il Lee Strasberg Institute di Los Angeles in anonimato. Ha prodotto un film che non è stato particolarmente apprezzato dal pubblico francese.


CENTROCAMPISTI:
Didier Deschamps: attuale allenatore della nazionale francese dopo i trascorsi nel Monaco, nella Juventus e nell'Olympique Marsiglia. Stasera è impegnato nella partita in memoriam di Wembley contro l'Inghilterra. 

Alain Boghossian: ritiratosi a 33 anni per un gravissimo infortunio, diventa vice di Domenech alla guida della Nazionale di calcio francese, rimanendo allenatore in seconda anche con l'approdo di Laurent Blanc nel 2010 e fino al 2012 E' stato coinvolto in uno scandalo nazionale per aver ricevuto un orologio diamantato dal dittatore ceceno Kadyrov, accusato di essere mandante di diversi omicidi e di gravi violazioni dei diritti umani.

Zinedine Zidane: dopo il ritiro, diventa il consigliere di Florentino Pérez, presidente del Real Madrid prima, direttore sportivo del club spagnolo poi. In seguito diventa vice allenatore di Carlo Ancelotti, mantenendo sempre il ruolo di direttore sportivo e poi allenatore del Real Madrid Castilla, seconda squadra del Real Madrid, che gioca nella terza divisione del campionato di calcio spagnolo. Ambasciatore Onu, ha scritto un libro su se stesso e ha inoltre interpretato una piccola parte nel film Asterix alle Olimpiadi.

Christian Karembeu: diventa commentatore sportivo per diverse emittenti televisive francesi, e conduce "L'isola del campione" (titolo originale francese "Des Îles et des Hommes"), una serie di documentari sulle isole tropicali di cui lui stesso è originario, diffusi sulla rete francese "Planète" nel 2010 e 2011, e mandati in onda anche sulla rete italiana Rai 5 nel 2013. Fonda assieme al compagno di squadra ai tempi del Middlesbrough Gianluca Festa e all'amico d'infanzia di quest'ultimo Andrea Picciau l'azienda di abbigliamento sportivo A-Line, che però è fallita nel 2013. Attualmente è un dirigente del club greco Olympiacos Pireo.

Robert Pires: gioca tuttora a calcio, in India, nella squadra dell'Indian Premier League FC Goa.

Patrick Vieira: lo stesso giorno del ritiro entra subito a far parte dello staff dirigenziale del Manchester City in qualità di allenatore delle giovanili con il titolo di Executive Development Football e come ambasciatore del club nel Regno Unito e all'estero, prima di diventare allenatore del Under 21 e dell'Under 19 dei Citizens. E' stato appena designato come nuovo allenatore dei New York City F.C., a partire dal 1° gennaio 2016.

Emmanuel Petit: uno dei calciatori più amati della sua generazione, ricordato per aver realizzato il terzo gol nella finale contro il Brasile, è attualmente un opinion leader, e ha fatto duramente discutere con alcune critiche alla Francia odierna.

Bernard Diomede: dopo aver fallito al Liverpool ed essersi ritirrato, ha fondato la "Bernard Diomede Football Academy" al liceo Saint Nicolas di Issy les Moulineaux, a sud di Parigi.


ATTACCANTI: 

Stephane Guivarc'h: criticato da tutti perchè era il centravanti titolare della nazionale campione del Mondo ma non riuscì mai nemmeno ad avvicinarsi al gol, è stato votato come il peggior attaccante di sempre in Premier League. Oggi è tornato a vivere a Concarneau nella città natale, ed allena una squadra amatoriale bretone.

Thierry Henry: dopo una carriera fantastica tra Arsenal, Barcellona e New York Red Bulls, si è ritirato dal calcio giocato nel dicembre scorso ed è diventato opinionista di Sky Sports.

David Trezeguet: terminata la carriera tra Argentina (Hercules, River Plate e Newell's Old Boys) e India (Pune City) e all'inizio del 2015 torna alla Juventus in veste dirigenziale, assumendo la carica di presidente delle Juventus Legends, l'associazione che riunisce tutti i giocatori bianconeri del passato, nonché di ambasciatore del club nel mondo.

Youri Djorkaeff: dopo aver giocato nei New York Red Bulls, nel febbraio 2009 si cimenta nel canto e incide un singolo musicale chiamato Vivre dans ta lumière (Vivere nella tua luce). Attualmente risiede a New York, da dove ha condannato duramente gli eventi di Parigi del 13 novembre.

Christophe Dugarry: dopo aver chiuso la carriera in Qatar, svolge il lavoro di commentatore televisivo, presta la sua voce come commentatore tecnico nella serie PES al fianco di Grégoire Margotton e apre una serie di ristoranti in tutto il mondo, uno anche con l'amico fraterno Zidane.


Alessandro Di Gioia
@AleDigio89​