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L'età dell'oro delle Super Aquile. Non si può definire in altro modo l'ultimo decennio del XX secolo, perché proprio in quel periodo la Nigeria calcistica rende il proprio nome indelebile per i posteri, dimostrando al mondo intero di possedere una nazionale in grado di poter vincere l'Olimpiade e di sfiorare la semifinale del Mondiale, a USA 94: prima era arrivato il trionfo in Coppe d'Africa, nello stesso anno, ma soprattutto dopo arriverà l'Oro olimpico, ad Atlanta nel 1996. Battuta in finale l'Argentina di Zanetti, Simeone, Ortega e Crespo. Mica male, per una nazione africana ancora in grande difficoltà dal punto di vista politico ed economico.

DA OKOCHA A KANU E OLISEH, L'ETA' DELL'ORO - I nomi di quella nazionale nigeriana fanno rabbrividire, per le qualità fisiche e tecniche delle quali erano intrisi: il numero 10 Jay Jay Okocha, ma anche Amokachi, Amunike, Babangida, Babayaro, Ikpeba, Kanu, Lawal e Oliseh, nel corso degli anni. Una squadra capace di divertire ed emozionare, mantenendo innato il concetto di calcio come passione per bambini, e di far sognare un intero continente. Non conta la ricchezza o il luogo in cui sei cresciuto, se hai un pallone, fantasia e tecnica da vendere puoi arrivare in cima al mondo. Divertendoti, facendo divertire e senza mai andare sopra le righe.

DALL'UNDER 17 A USA 94 - Velocità, ritmo di gioco e, per la prima volta per quanto riguarda una nazionale africana, abile mentalità tattica erano i cavalli di battaglia delle Super Aquile: molti dei calciatori che formarono in questo decennio l'ossatura della nazionale maggiore avevano conseguito importanti risultati con la nazionale nigeriana under 17, su tutti la vittoria del Mondiale di categoria del 1993. ​L'abitudine a giocare assieme si rivela fondamentale nella rassegna iridata americana, la prima in assoluto per la Nigeria.

GIUSTIZIATI DAL 'DIVIN CODINO', POI LA LEGGENDA - Negli Stati Uniti, dopo aver battuto per 3-0 la Bulgaria e aver perso di misura contro l'Argentina, Okocha e compagni sconfissero per 2-0 la Grecia, qualificandosi così agli ottavi di finale come prima classificata del proprio girone. Di fronte l'Italia di Arrigo Sacchi: seppur favorita dall'espulsione di Gianfranco Zola al 75', la nazionale africana mise in seria difficoltà gli Azzurri e fu eliminata soltanto da due prodezze del "Divin Codino", Roberto Baggio, che prima rispose al gol di Amunike all'88', portando la sfida ai supplementari, e poi ribaltò il risultato portandolo sul definitivo 2-1, al 102'. Uno splendido viatico per poi trionfare all'Olimpiade di due anni dopo, sullo stesso suolo americano, diventando la prima nazionale non europea o americana a vincere una competizione di tale importanza ed entrando così nella storia.


Ma che fine hanno fatto i protagonisti di quella splendida epopea? 

Peter Rufai: il portiere della leggenda, fa la spola tra la Nigeria e La Coruna, in Spagna, dove ha aperto una scuola calcio​.

Michael Emenalo: ex direttore tecnico del Chelsea, svolge il ruolo di dirigente sportivo.

Stephen Keshi: capitano della nazionale del 1994 e poi a lungo commissario tecnico, è scomparso nel 2016 all'età di 54 anni a seguito di un attacco cardiaco.
Jay Jay Okocha: ha scelto una carriera politica, eletto come consigliere nella Federcalcio nigeriana, ​

Sunday Oliseh: l'ex Juve ha intrapreso la carriera di allenatore, prima come ct della Nigeria e poi in Olanda.

Daniel Amokachi: allenatore e assistente allenatore.

Emmanuel Amunike: match winner nella finale olimpica contro l'Argentina, è commissario tecnico della Tanzania.

Finidi George: ha lasciato il mondo del calcio.

Victor Ikpeba: ha lasciato il mondo del calcio.​

Rashidi Yekini:  soffriva di disturbo bipolare e di altri problemi di salute di natura neurologica. È scomparso nel 2012 all'età di 48 anni​


@AleDigio89