"Carneade! Chi era costui?": l'ottavo capitolo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni si apre con la celebre frase pronunciata da Don Abbondio e riferita al poco noto filosofo scettico di Cirene, vissuto nel secondo secolo avanti Cristo ma reso famoso proprio da Don Lisander. Più o meno lo stesso percorso di celebrità vissuto dal calciatore classe 2000 Nathan Bernardes Soares, portato al Milan nella passata stagione per giocare nella Primavera rossonera dall'allora ds Massimiliano Mirabelli e totalmente sparito dai radar calcistici. Che fine avrà fatto?

QUEL 'GROSSO COLPO DI MERCATO'... - Va detto che l'arrivo a Milano del brasiliano era subito apparso sospetto: forma fisica scarsa, mai sentito nominare se non per qualche apparizione nell'Under 17 del Cruzeiro, tecnica di base rivedibile e ritmo non proprio sostenuto. Nonostante questo viene accolto con grandi speranze dalla società rossonera, desiderosa di rilanciare la Primavera di Maurizio Lupi con qualche colpo ad effetto. Attaccante dal grande fiuto del gol (in teoria), viene prelevato con un blitz di mercato in Brasile da parte della dirigenza del Diavolo, che lo tessera dopo tre anni nelle giovanili dello Zero e un piccolo periodo di prova all'Avai, dall'esito negativo vista la mancata riconferma da parte del club biancoblù.

LA FINALE DI COPPA ITALIA CONTRO IL TORO - Il Milan punta comunque su di lui, forse anche per cederlo in seguito ed utilizzarlo come 'slot' per extracomunitari: nella Primavera di Lupi però non lo si vede quasi mai, visto che disputa appena 34 minuti, curiosamente proprio nella finale di ritorno della Coppa Italia di categoria, persa contro il Torino, nel quale appare bolso, goffo e scoordinato. L'avventura della società cinese termina poco dopo, e assieme a Mirabelli e Fassone anche Nathan Soares fa le valigie, lasciando Milano senza alcun rimpianto da parte di nessuno.

DJ DI SUCCESSO - Ma quello che è incredibile è ciò che accade dopo: a soli 19 anni di età, Nathan Soares decide di ritirarsi dal calcio giocato, evitando di cercarsi un altro club in patria. DecIsivo forse il fallimento a Milano, passo falso della sua giovane carriera che lo fa meditare a lungo, tanto da appendere gli scarpini al chiodo, almeno per il momento, per intraprendere la strada del dj. Il colmo? Un grande successo per l'ex calciatore, molto apprezzato e richiesto in patria. Che abbia trovato la sua strada?

@AleDigio89