E se Karsdorp facesse come Redondo? Vi chiederete giustamente cosa c'entri il terzino olandese della Roma con il talentuoso ex-centrocampista argentino del Real Madrid e del Milan, visto che si tratta di due giocatori completamente differenti per qualità tecniche e tattiche. Non è però di calcio giocato che si parla, quanto piuttosto di una lunga assenza dai campi di calcio. Un'assenza talmente lunga e senza e fine, che Redondo a un certo punto della sua militanza in rossonero, decise di non percepire più lo stipendio, almeno fino a quando non fosse ritornato in campo. Un gesto di una classe e di una signorilità che lasciò di stucco l'intero ambiente del calcio, un gesto che chiaramente non può essere emulato dal giovane terzino olandese per diversi motivi. Primo perchè non è ancora ricco come lo era già l'argentino ai tempi della sua decisione e poi perchè è ancora solo all'inizio di una carriera, che però fino a due stagioni fa, sembrava decisamente più promettente.

E cosi i romanisti quando pensano a Karsdorp provano una sorta di smarrimento tipica di coloro che guardano trasmissioni come Chi l'ha visto. Perchè non hanno mai capito che tipo di giocatore sia o avrebbe potuto essere il biondo terzino olandese, e si dividono tra coloro che lo giudicano ormai come un bidone senza appello e coloro che invece attaccano i primi, accusandoli di essere solo dei superficiali, visto che alla resa dei conti Karsdorp non ha praticamente giocato mai, ad esclusione delle due breve apparizioni in questo inizio di stagione e di quella gara maledetta contro il Crotone nella stagione 17/18 che gli costò l'infortunio all'inizio della sua avventura in giallorosso.

E in effetti il mistero risiede anche e soprattutto in questo, la domanda che tutti si pongono è perchè Di Francesco non utilizzi mai l'olandese, visto e considerato che in fatto di terzini, in casa giallorossa non è che ci sia tutta questa abbondanza. Possibile mai che questa sorta di vero e proprio ostracismo sia da ricercarsi in quella vigilia di Real Madrid – Roma all'inizio di questa stagione, quando – secondo ai si dice – l'allenatore giallorosso ebbe un confronto piuttosto acceso con il giocatore olandese?​

Perchè se cosi fosse, allora la cosa sarebbe veramente grave, in quanto un giocatore come Karsdorp, che fino a due stagioni fa era considerato come uno dei terzini più promettenti d'Europa (tanto da attirare anche le attenzioni del Bayern), non può essere sacrificato sull'altare delle dinamiche legate alle simpatie e antipatie. Karsdorp non può meritare una frettolosa qualifica di bidone se nel frattempo non ha mai veramente avuto la possibilità di dimostrarlo. Il giocatore merita le sue occasioni, e se non le avrà, allora le responsabilità saranno soprattutto di Di Francesco.

Non possono bastare le voci maligne che parlano di scarso impegno da parte dell'olandese negli allenamenti per giustificare la totale mancanza del suo utilizzo, perchè quando un giocaotore non vede mai lo straccio di una maglia da titolare è fisiologico che alla lunga abbia un calo motivazionale e durante le sessioni infrasettimanali si comporti come uno sparring partner qualsiasi, ma la Roma attuale, tutto può, meno che permettersi di pagare uno stipendio di quasi tre milioni di euro per uno sparring partner.

La Roma da ora in avanti deve pensare seriamente al futuro di questo ragazzo, per il quale non si può che prospettare un bivio netto: o ritorna ad assaporare il campo come si deve nel corso di almeno tre o quattro gare consecutive in campionato, oppure se questo non è nelle intenzioni di nessuno, allora si deve avere il coraggio e la coerenza di cederlo durante l'attuale sessione di mercato invernale, perchè una convivenza da separati in casa da qui alla fine della stagione, non conviene proprio a nessuno.

Il 2019 quindi sarà l'anno della verità per Rick Karsdorp, un anno durante il quale si deciderà la qualità della sua carriera da calciatore, un anno nel quale dovrà capire se sarà un comprimario qualsiasi, oppure un giocatore vero, un anno che di sicuro non gli potrà più consentire di fare il nullafacente stipendiato con delle cifre come quelle che percepisce adesso, perchè altrimenti il primo a pensare a ciò che fece il grande Fernando Redondo, dovrebbe essere proprio lui.