A tre o a quattro? Come giocherà l’Inter contro il Tottenham stasera? Nella lista dei convocati compare D’Ambrosio, ed è già una notizia interessante dopo le parole di Spalletti nella conferenza di ieri (“C’è il rischio che non ci sia.. ha una contusione importante da sciogliere..”). Un conto però è la presenza garantita, in caso di necessità, un conto l’affidabilità reale, tutta da verificare. E in una serata come questa bisogna essere al top, al cento per cento. Resta dunque in dubbio sulla destra, D’Ambrosio, dove è già out Vrsaljko per un’infiammazione al ginocchio sinistro. Questa situazione crea di fatto un problema, poiché potrebbe venire a mancare all’Inter un terzino di ruolo nel 4-2-3-1. E’ necessario allora prendere le dovute precauzioni e ipotizzare soluzioni alternative, soluzioni che potrebbero manifestarsi dal primo minuto come a partita in corso. Vediamo quali.
 
INDIZIO CONTRO IL PARMA – “E’ chiaro che ci vuole la disponibilità di qualcuno a fare anche qualcosa di diverso da quello che è specifico per lui”. Ma a chi si riferiva ieri Spalletti? A Candreva o a qualcun altro? Molti pensano a Candreva. Spetterebbero a lui i compiti ‘a tutta-fascia’ sulla destra, al pari di Asamoah sulla sinistra, nel 3-4-2-1 che avrebbe in mente il tecnico di Certaldo. Il modo più immediato di rispolverare Miranda nei tre dietro. E può essere.
Tuttavia, proprio la partita contro il Parma potrebbe averci regalato un indizio. Una soluzione alternativa e forse anche più equilibrata, visto che avrebbe il pregio di mantenere il modulo di riferimento e i tre centrali in un colpo solo (Skriniar, De Vrij e Miranda). Su questa rubrica l’avevo accennato già questa estate, trattando lo stesso argomento: Skriniar a destra, bloccato ‘alla Rüdiger’ (vedere l’ultima Roma di Spalletti). Prendete il secondo tempo col Parma, dopo l’uscita di scena di D’Ambrosio. La linea a quattro era formata da sinistra verso destra da Asamoah, Dalbert, De Vrij e appunto Skriniar. L’intruso, va da sé, è Dalbert, facilmente sostituibile con Miranda.



MOURA DA PAURA – Schierare un giocatore non al massimo in quella posizione potrebbe davvero essere fatale. Su quella corsia infatti è facile che viaggerà Lucas Moura, il giocatore probabilmente più in forma degli Spurs (al momento ha segnato 3 gol in campionato, uno in più di Kane). O al limite Son, uno altrettanto rapido e veloce. Dipenderà senz’altro dal modulo scelto per l’occasione da Pochettino, che in trasferta sa anche modificare il suo 4-2-3-1 di base in versioni più prudenti. In ogni caso i movimenti di Lucas Moura tenderanno a ritornare lì, in quella zona. Come è avvenuto anche contro il Liverpool, sabato scorso, a inizio ripresa. 



Lucas Moura con un assolo straordinario ha saltato prima il centrale di destra (J. Gomez), quindi Alexander-Arnold in aiuto e infine entrato in area ha colpito il palo esterno, freddando Alisson. Quasi uno a uno, momento chiave del match. Ecco, il rischio è che Skriniar, adattato a terzino possa esser preso in velocità come Gomez (che per la verità era uscito largo al posto di Alexander-Arnold, abbandonando van Dijk). Dunque quale sacrificio chiedere e a chi? Quale vi sembra poi il sacrificio più adatto a rintuzzare i guizzi del funambolo brasiliano?  Meglio un uno-contro-uno Candreva/Moura con Skriniar subito in aiuto, o uno Skriniar fisso su Moura, con De Vrij pronto a chiudere dietro o sul fianco sinistro del difensore slovacco?  
 
ATTORNO A KANEIl Tottenham “si appoggia molto su Kane”, cerca spesso “la pallata su di lui”. Sempre in conferenza stampa Spalletti ha smentito le voci inglesi che parlano di un Kane stanco, diverso da quello incontenibile della scorsa stagione. Il numero dieci degli Spurs ha segnato già due volte, contro il Fulham (di piede) e contro lo United di Mourinho (di testa). E’ un giocatore importante non solo dal punto di vista realizzativo ma anche sotto l’aspetto del gioco: attorno a lui si proiettano i movimenti dei compagni, i vari Lucas Moura, Son, Eriksen, Lamela e Alli (che non sarà però della partita, infortunato). Ecco ad esempio un bel taglio di Eriksen in Manchester United-Tottenham.  



Grazie al movimento successivo di Kane, da attaccante vero sul primo palo, si apre un buco per il rimorchio vincente di Moura, visto e premiato dal trequartista danese. 



Il Tottenham si presenta a San Siro dopo aver subito due sconfitte consecutive in campionato, una contro il Watford (2-1), la sorpresa di questo inizio di Premier, l’altra in casa contro il fortissimo Liverpool di Klopp (1-2). Non si pensi però agli Spurs come a una squadra in crisi: eran partiti con tre vittorie di fila (Newcastle, Fulham e Manchester United), prima di inciampare in trasferta, inaspettatamente, e poi in casa contro una delle più forti al mondo. Anche contro il Liverpool, del resto, non sono mancate le occasioni agli uomini di Pochettino, che oltre al palo di Moura possono recriminare per un rigore non concesso nel finale a Son, dopo il gol di Lamela. Vale la pena di ricordare anche il numero di reti segnate finora dagli Spurs: 10, una in meno del Liverpool a punteggio pieno, quattro in meno del Chelsea di Sarri capolista e del Manchester City di Guardiola.   
 
IL PUNTO DEBOLEIl paradosso è che un team così pericoloso sui calci piazzati soffra terribilmente il gioco aereo nella propria area di rigore. Dei 6 gol subìti in queste prime cinque giornate, 4 sono stati effettuati di testa dagli avversari e 5 provengono da un cross, sia da situazioni inattive (corner o punizioni) che da palle in movimento sulle fasce. Come ad esempio in questo caso, contro il Newcastle, il cross di Ritchie per Joselu. Una giocata che fa pensare immediatamente a Icardi.