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Chiacchierate con l'insider: perché Okafor arriva al Milan con sei mesi di ritardo

Chiacchierate con l'insider: perché Okafor arriva al Milan con sei mesi di ritardo

  • Pippo Russo
    Pippo Russo
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Il Milan fa sul serio. E dopo aver monetizzato oltre ogni aspettativa la cessione di Sandro Tonali al Newcastle United si è lanciato nelle acquisizioni. I nomi sono suggestivi e ben referenziati. Poi, ovviamente, sarà il campo a dire. Fra i nomi dei calciatori appena arrivati c'è anche quello di Noah Okafor, attaccante dal doppio passaporto svizzero-nigeriano che proviene dal Red Bull Salisburgo. Un nome che ritorna, dato che già durante la finestra invernale del calciomercato 2023 il giocatore era parso vicinissimo a approdare al Milan. Poi non se n'è fatto nulla. È parso uno dei tanti affari di calciomercato sfumati. E invece c'è un retroscena, su questo trasferimento che arriva con sei mesi di ritardo. Il retroscena ce lo racconta il nostro insider. Un uomo che vive nel mondo del calcio da una trentina di anni. E che adesso, con la prospettiva di farsi definitivamente da parte e dedicarsi una volta per tutte alle sue vere passioni (le sigarette, i cavalli, le scommesse legali, forse le donne se gli avanzano soldi per le pasticche blu) ha deciso di rivelarci qualche retroscena. Con calma e quando pare a lui.

Ci ha convocato per un aperitivo in un appiccicoso pomeriggio milanese, con la voglia di svelare cose che nessuno racconterebbe. Lo abbiamo trovato seduto a un tavolo all'aperto, mentre si accendeva una sigaretta col mozzicone della precedente. Guardando questa scena, ci ha suscitato tenerezza il bicchiere di analcolico con la scorza d'arancia che tristemente galleggia fra le scaglie di ghiaccio sciolto.

“Allora, io sono stato puntuale nonostante la caldazza. Almeno spero ne valga la pena”.
“Buon pomeriggio, eh?” ribatte.
“Sì, certo”.
“Vuoi bere anche tu?”.
“No grazie, non vorrei dare il cattivo esempio”.
Non raccoglie l'ironia e va subito al sodo. “Allora, di tutti i nomi che ti faccio non ne devi fare nemmeno uno. Compreso il mio”.
“Lo sai che da giornalista devo tutelare le fonti. Se potessi tutelerei pure i tuoi polmoni ma mi sa che arrivo tardi”.
“Mh. Allora. Okafor?”.
“È una domanda?”.
“Intendo, cominciamo con Okafor?”.
“Potrei dire no?”.
“Appunto. Allora, ti dico che Okafor doveva arrivare al Milan a gennaio”.

Chiudiamo il taccuino che speranzosamente avevamo aperto.

“Ok. Poi vuoi darmi altri scoop? Tipo che luglio ha 31 giorni?”.
“Spiritoso. Intendo dire che era fatta ma poi è successo qualcosa che ha fatto saltare il trasferimento”.
“Cioè?”.
Si è inserita nell'affare un'agenzia, che pretendeva di fare un'altra intermediazione”.
“Mi stai dicendo che tutto quanto è saltato per questo motivo?”.
“Te lo dico. E aggiungo che il calciatore, scocciato, dopo la chiusura del mercato di gennaio ha cambiato agenzia. Cioè ha dato la colpa ai suoi agenti che invece avevano quasi chiuso l'affare”.
“Ma questo significa che adesso il calciatore è rappresentato dall'agenzia che si è inserita nelle trattative?”.
“No no, gli attuali agenti del calciatore non c'entrano nulla. E anzi, posso dirti che adesso l'agenzia che si è intromessa a gennaio si è vista chiudere le porte dal Milan”.
“E ognuno ne tragga le conclusioni”.
“Bravo, mi dice mentre riprende a sorseggiare l'analcolico. Ma è meglio che le trai in privato, che non si sa mai”.

Ok, arrivederci alla prossima.
@pippoevai

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