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I conti tornano. Eccome. Il Chievo guarda al mercato e trova semaforo verde. La squadra è stata ritoccata in maniera importante. Rivista e corretta. 
Gli obiettivi sono stati raggiunti. Tutti, meno uno. 
Anche a Verona resta in sospeso, infatti, la caccia al fantomatico Mister X. Il discorso in realtà verrà ripreso ma non prima di gennaio. 
Di Carlo, invece, adesso avrà modo di lavorare con tanti nuovi nazionali e con buona qualità. Tutto serve a fare meglio. E anche i conti (secondo quanto riportato dalla «Gazzetta dello Sport») sono in ordine. La società della Diga nella compravendita dei calciatori ha fatto registrare un saldo attivo di 5.75 milioni di euro. 
Cifra registrata forse in eccesso. Di sicuro il club di Campedelli porta a casa più di tre milioni e mezzo dal mercato d'estate. Sartori ha colpito dove doveva colpire. 
E al momento giusto ha venduto al miglior offerente.
CAPOLAVORO CONSTANT. Il vero e proprio colpo da maestro il Direttore lo ha messo a segno cedendo Kevin Constant al Genoa. Operazione da sette milioni di euro. Nella quale è stata inserita la comproprietà del cartellino di Acerbi. 
Constant è stato rivenduto ad un valore dieci volte superiore (su per giù) al suo primo prezzo d'acquisto. 
Il Chievo, infatti, per riscattarlo aveva sborsato allo Chateauroux una cifra vicina ai 600mila euro. 
E poi c'è stata la cessione della metà di proprietà del cartellino di Parolo. Altro bel colpo e altri bei dobloni. Quasi tre milioni. Senza dimenticare il passaggio al Palermo di Mantovani che è valso altri tre milioni. 
In totale (la cifra potrà essere sicuramente ritoccata al ribasso) il Chievo ha chiuso tre operazioni che hanno fruttato più o meno tredici milioni.
BRADLEY E VACEK AL TOP. E quali sono, invece, i giocatori che sono costati di più alla società della Diga? 
Non arrivano conferme, ma Bradley dovrebbe essere costato qualcosa come 2 milioni ai gialloblù per il suo trasferimento a Verona. 
Nell'operazione Constant, poi, la comproprietà di Acerbi è stata valutata intorno al milione e mezzo. Il Chievo ha dovuto sborsare poi più di un milione e trecentomila euro per Vacek, arrivato a titolo definitivo dallo Sparta Praga. Cruzado, punto di riferimento della nazionale peruviana, è stato prelevato dal Juan Aurich, squadra di club del suo paese, per una cifra che si aggira intorno al milione. 
La comproprietà di Hetemaj col Brescia è stata fissato ad un milione e duecentocinquantamila euro. 
Brillante l'operazione Dramè. Per carità, sarà il campo a dare valore a questa scelta della società, ma il difensore senegalese è stato preso a costo zero. Dramè era svincolato dopo quattro anni di Sochaux. Magari si rivelerà un affarone.
UDINESE DA PAURA. E poi c'è il confronto con tutto il resto della serie A. I numeri dicono che il Chievo è andato a chiudere in positivo insieme ad altre quattro squadre del massimo torneo italiano. 
La parte del leone l'ha fatta l'Udinese con un +55 milioni. 
Il club friulano, naturalmente, ha fatto la parte del leone grazie alla cessione di Sanchez al Barcellona, che è valsa quasi 37 milioni di euro. Alla partenza del cileno va aggiunto anche il trasferimento di Inler al Napoli. Altra bella botta: 15 milioni di euro. In positivo pure il Parma di Ghirardi, che ha fatto registrare un +16 milioni. La cessione più vantaggiosa è stata realizzato con il passaggio di Dzemaili al Napoli per 7,5 milioni di euro. 
Tra i club in attivo c'è anche il Genoa di Preziosi che ha chiuso il mercato con un saldo positivo di 14,85 milioni. 
I Grifoni si sono mossi tantissimo sul mercato. Senza sperperare però. E la cessione di Criscito allo Zenit ha portato nelle casse rossoblù in un colpo solo 11 milioni. 
Pure il Lecce chiude in positivo con un dato molto simile al Chievo: + 4,3 milioni. Poco sotto il Catania con +3, 8. 
I CAPRICCI DELLA SIGNORA. Chi ha speso di più allora? La Juventus stravolta dal mercato e sempre a caccia degli uomini giusti per il salto di qualità, quello che possa permetterle di fare adeguata concorrenza alle milanesi. Il saldo però a fine agosto è negativo per 40 milioni. A seguire c'è la Roma all'americana di di Di Benedetto con un rilevante -32 e il Napoli di De Laurentiis che fa registrare una differenza tra uscite ed entrate di 31 milioni. 
Ma tra «più» e «meno» sarà poi il campo a dire tutta la verità. Come sempre.