Si può di certo dire che contro la Juventus sia davvero successo di tutto. Tra nervosismi, espulsioni e manette, la partita di sabato sera sarà ricordata più per gli episodi che per il gioco espresso in campo. Eppure, al di là del gesto di Cacciatore e dell'espulsione di Bastien a dir poco ingenua, il Chievo almeno nel primo tempo, prima di ritrovarsi in 10 e poi in 9 contro 11, non stava affatto giocando male e se di tutta quella strana e pazza gara bisogna prendere qualcosa di positivo, è sicuramente la prima frazione di gara.

I gialloblù infatti, nel pieno di una crisi che va avanti da oramai un mese abbondante, erano chiamati ad una difficile prova contro la Juventus, per la quale ci si aspettava soprattutto un cambiamento a livello caratteriale. Tutto ciò, come detto, si può dire che c'è stato prima delle espulsioni, quando il Chievo, sceso in campo bene e molto concentrato, non ha lasciato quasi nessuno spazio all'offensiva bianconera. Sicuramente era una gara impostata sulla difensiva, cercando di ripartire ogni qualvolta fosse stato possibile, e il grosso del lavoro era caricato sul reparto arretrato che, dopo essere stato messo sotto dura critica nelle partite precedenti, ha dato un cenno di risveglio. Cenno arrivato anche, e si può dire "finalmente", per i nuovi innesti del mister, vedesi la bella prestazione di Bani e Jaroszynski, ottimamente supportati da due d'esperienza come Dainelli e Tomovic. Tutto ciò è la prova concreta che inserire giocatori giovani affiancati da altri più esperti, spesso può dare grandi frutti e forse era ciò che si aspettava già da un pò. 

Ripartire dal primo tempo contro la Juventus quindi si può e si deve fare, imparando poi dagli altri errori commessi: Bastien non deve più cadere in ingenuità simili e Cacciatore dovrebbe aver imparato la lezione di tenere a bada certi gesti. Ora occhio all'Atalanta, per chiudere il mini ciclo di partite ad alto livello e per confermare soprattutto ciò che si è detto prima.