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Si sono appena  esaurite le polemiche per Juve-Roma , grazie anche al contributo del Bodo Glimt, ed ecco partire immancabili quelle successive a Inter-Juve. Con il solito, unico e comune denominatore: la Juventus. Naturalmente (sottodenominatore) aiutata dagli arbitri. Perché con lei sbagliano a prescindere, che le diano un rigore contro (Roma)  o a favore (Inter). Lo fanno apposta.  Anche in epoca di Var, della tanto invocata e benedetta “moviola in campo” , colei che avrebbe finalmente portata giustizia nel calcio, scongiurando così di favorire sempre i soliti. Dipende però  come la si usa, perché se domenica sera a San Siro avesse dato all’Inter e tolto alla Juve, nessuno avrebbe detto nulla, essendo capitato il contrario  si è scatenato il solito pandemonio. Funziona così da sempre, con o senza Var.

Nota a margine: a commettere il fallo da rigore è stato un giocatore dell’Inter che, a proposito di regolamenti sbandierati a destra e a manca, non avrebbe dovuto nemmeno giocarlo il Derby d’Italia dopo la rissa di sabato scorso coi laziali, ma tant’è.

Posso capire la rabbia di Inzaghi per un rigore concesso al 90°, quando riteneva ormai di avere la partita in totale controllo, condivido meno motivazioni addotte nel dopo gara. Ovvero:  i varisti non avrebbero dovuto richiamare l’arbitro perché aveva già deciso. Non so quante volte, e in quante partite, abbiamo visto allenatori e giocatori invitare l’arbitro ad andare alla on field rewiew quando ritenevano non avesse preso la decisione corretta, stavolta che lo ha fatto si dice invece che ha stravolto il protocollo.  

Replica: deve andarci solo in caso di chiaro ed evidente errore. Per un episodio verificatosi dentro l’area di rigore. Mi pare che l’episodio soddisfi entrambi i requisiti: il contrasto tra Alex Sandro e Damfries è in area, il contatto è evidente ed è sfuggito a Mariani, commettendo un errore corretto poi al Var. Se però si ritiene che l’arbitro avesse già deciso e non avrebbe dovuto tornare su quell’episodio, allora siamo al protocollo fai da te. E non si può nemmeno dirimere la questione sostenendo che “il contatto c’è, ma non si possono dare sempre rigori” perché allora è un altro sport, con altre regole. “Trattasi di Var, non di moviola”. Ma non sono la stessa cosa?
Condivido si stia esagerando in fiscalità, con l’assegnazione di rigori assurdi, ma non è questo il caso, essendo l’entrata di Damfries netta e assolutamente incauta. Se Mariani non fosse tornato sulle proprie decisioni, a fine gara si sarebbe parlato di un possibile rigore non concesso alla Juve. 

Di sicuro non lo avrebbe ammesso Massimo Moratti, immediatamente ascoltato dalla RAI al termine della partita. Com’era scontato, ha dichiarato che “il rigore ha rovinato la partita” e che il fallo “non è sembrato nulla di grave, tale da obbligare l’arbitro ad intervenire eccessivamente”. Dopodiché, il solito refrain anni 90: “Sono decisioni che feriscono il sentimento di chi va a vedere incontri di così alto livello”. 

A Moratti non andavano bene gli arbitraggi di prima, non gli vanno bene quelli di oggi. Soprattutto quando l’Inter non vince. L’unica differenza tra lui e un tifoso qualunque la fa il cognome. Ma sarebbe anche ora di andare ad intervistare qualcun’altro.