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Eppoi qualcuno (tanti) è ancora convinto che ad inquinare il clima nel calcio e a sobillare i violenti siano i giornalisti che scrivono di calcio, oppure gli opinionisti che partecipano alle trasmissioni sportive in tv. Questo qualcuno (tanti) dovrebbe farsi, in queste ore, un giretto sui social, digitare il nome o l’hashtag #Cuadrado e rendersi un attimino conto di quanta bella gente, ispirata da principi decubertiani (ironico ndr.) ci sia in giro. La stragrande maggioranza di loro non scrive sui giornali e non va in tv, ma – senza usare troppi giri di parole – è cattiva di natura. Sono talmente tanti da rendere “di tendenza” l’argomento Cuadrado su twitter.

Il motivo: un normalissimo contrasto di gioco, neanche poi così violento,  avvenuto  durante la gara amichevole tra Colombia e Cile, tra appunto lo juventino Juan Cuadrado e l’interista Alexis Sanchez, con quest’ultimo uscitone malconcio. Si parla infatti di un paio di mesi di stop per il cileno, causa lesioni ai tendini della caviglia, e questo significa purtroppo una perdita importante per l’Inter.

Dal rammarico per l’infortunio a scatenare la caccia all’untore, ce ne passa. Però è quello che da 24 ore sta avvenendo sui social, e – fatemelo dire – non è normale. Non è consentito nemmeno inserirsi nel dibattito per opporsi a questo assurdo linciaggio, perché ti ricevi addosso la tua razione di liquame. Soprattutto se sei juventino. Perché la sentenza del web è già scritta: quel criminale di Cuadrado ha voluto scientemente far male a Sanchez, perché gioca nell’Inter. È entrato in campo con già in testa questo proposito. Un piano studiato in anticipo dalla Spectre juventina alla Continassa e messo in atto dal colombiano ad Alicante. Perché ho letto pure una tesi del genere.

Provare a spiegare a tutta questa bella gente che Cuadrado, pur entrando in ritardo, non fa apposta a procurare un danno a Sanchez è tempo sprecato. Sostenere che probabilmente l’attaccante cileno si procuri da solo la lesione alla caviglia, mettendo male il piede sinistro prima dell’intervento del colombiano,  peggio ancora. La pancia e l’odio nei confronti dell’avversario (brutto scriverlo,ma è così) soffocano purtroppo l’intelligenza. Anzi, a sostenere il contrario, provare a pensarla come un normale incidente in un gioco fatto di contatti, fai pure la figura del cretino.

“A parti invertite, cosa avresti detto?” mi sono sentito chiedere. Ho risposto che, di sicuro, non mi avrebbe fatto piacere ritrovarmi con un giocatore importante in infermeria per chissà quanto tempo, ma non avrei di sicuro sperato che qualcuno, prossimamente, rompesse il crociato a Sanchez. Visto che per Cuadrado tanti interisti si stanno augurando proprio questo. Non sto esagerando, è tutto ampiamente documentato.

Tra l’altro, stiamo parlando di un giocatore – Alexis Sanchez – reduce già la scorsa primavera di un infortunio alle articolazioni della caviglia e che lo tenne fermo per oltre un mese. Particolari, però, che non interessano minimamente a chi desidera a tutti i costi scatenare la rissa sul web. Perché la voglia di insultare e maledire il rivale è troppo forte, ed ogni pretesto è buono. Salvo poi chiedere obiettività e fairplay a chi scrive o va in televisione.